Bellitalia

È successo questo: ero a piazza Montecitorio, fermo, aspettavo una persona. Dondolavo sulle gambe, sotto al sole. Accanto a me c’era un signore anziano, in giacca e cravatta, corpulento, sudato, andava avanti e indietro. Il viso rosso e buono, il sorriso cordiale, capelli alla Lino Banfi, mi rivolge la parola parlando del caldo. Gli rispondo, gli sorrido, mi fa simpatia, sembra una brava persona. Un maestro elementare degli anni Sessanta, un vigile urbano in pensione, un ragioniere, un brav’uomo qualunque, una specie di Giovanni Rana. Che bella Italia, penso. Come sempre gli cucio una vita addosso. Immagino la moglie, le figlie femmine, i generi, i nipoti e il Natale tutti assieme. La villeggiatura, i compleanni e la moglie che gli stira le camicie. Mi ispira fiducia.
Poi vedo venire da lontano, con passo spedito e ansioso, Marco Milanese, il deputato del Pdl di cui oggi la Procura di Napoli ha chiesto l’arresto nell’ambito dell’inchiesta P4. Camminava agitato, col volto tirato. Sembrava in fuga. Mi passa accanto con la testa bassa, poi la alza, vede il signore anziano, gli sorride. Si conoscono. Si avvicinano, io sono lì, si stringono con forza la mano e l’anziano gli dice : “coraggio, coraggio, siamo con te”.
Come sarebbe, giovannirana? Questo è un deputato accusato di corruzione e associazione a delinquere, vogliono arrestarlo, e tu gli dici coraggio? Milanese se ne va e il vecchio si gira verso di me. “Bravissima persona”, dice. “‘O cazz”, rispondo. Lui sobbalza, si indigna, e si allontana. Che brutta Italia, penso. Lo pensa di sicuro anche lui.

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