Novantamila

Dunque, è successo questo: ci sono 90mila persone che ieri e oggi sono venute su questo blog a leggere un post, quello su un ipotetico Steve Jobs a Napoli.

Circa 80mila di questi lettori provengono da Facebook dove, pare, che il link si sia aperto come una macchia di petrolio in mezzo al mare.

E’ un numero incredibile, almeno per i miei standard: ero abituato ad avere un traffico medio di cento visitatori, nei giorni in cui postavo.

In tutto, da quando ho messo il blog on line, avevo avuto 3mila visite. Adesso 3mila visite ce le ho ogni quarto d’ora.

Sono impressionato, lo confesso.

Ieri ho scritto quel post intorno all’una, mentre la mia fidanzata metteva troppo peperoncino in cento miseri grammi di spaghetti aglio e olio. Ho lasciato la scrittura a metà, mi sono infiammato la bocca con la pasta, ho chiesto a lei la cortesia di non farmi lavare i piatti (tocca a me quando lei cucina), mi ha concesso con la solita generosità un quarto d’ora, ho chiuso il post, l’ho pubblicato, l’ho linkato, come faccio sempre, sul mio profilo Fb e sul mio contatto Twitter, e poi sono sceso.

Con la mia twingo del 1996 siamo andati a Poggioreale (nerissimo quartiere della periferia di Napoli) a comprare 61 battiscopa bianchi di legno per una nuova casa nella quale andremo a vivere, credo, nel 2018, quando sarà finita. Abbiamo caricato i battiscopa lunghi 2 metri e quaranta nella twingo, abbiamo legato il portellone semi aperto con lo spago e ci siamo diretti, così, sui sanpietrini di Napoli, verso i quartieri spagnoli, tra scooter che ci ronzavano intorno come vespe, passanti che davano manate sul cofano dicendo “uanemaeddio”.

Scaricata la merce e tornati a casa, apro il computer e mi accorgo che la mia faccia tonda era ovunque. Venticinque miei amici di Fb avevano condiviso il link; a loro volta i loro amici lo hanno condiviso, e così hanno fatto gli amici degli amici. Una sorta di vendita multilevel. Ho guardato le statistiche del blog e alle 21 e 48 di ieri diceva 7662, alle 21 e 55 diceva 7994, alle 22 e 09 diceva 8474. Alcuni giornali on line mi hanno chiesto l’autorizzazione a pubblicarlo, su twitter succedeva lo stesso. Felice (scrivo per essere letto) me ne sono andato a dormire sapendo che Internet è così: si gonfia e si sgonfia in due ore.

Vado a letto famoso e mi sveglio sconosciuto. Amen.

Invece stamattina è continuata l’impennata. Alle nove, avevo 17mila visitatori; alle diciotto, 90mila. Faccio l’errore di dirlo al mio amico Stefano (Steve, per gli amici) e lui salta: “devi monetizzare, cazzo, devi monetizzare”.  Io non so come si fa a monetizzare. “Per esempio spara la copertina dei tuoi libri sul blog, falli vedere, così li vanno a comprare, cazzo, cazzo” (lui dice spesso cazzo perchè guarda molti film di Tarantino). “Scrivi qualcosa, cazzo, scrivi un post nuovo, menaci dentro i libri, cazzo”.

Ma io non lo so fare.

Scrivo questo post solo per darvi conto della mia emozione. Sono molti anni che scrivo, e scrivo di tutto. Da venti ho la tessera dell’Ordine dei giornalisti in tasca. Sono un precario della comunicazione, come tantissimi. Articoli a venti euro, uffici stampa, libri. Non avevo mai avuto tanti lettori, credo. Almeno mai tanti tutti per me.

Ci sono anche centinaia di commenti, in giro. Moltissimo sono complimenti, altri no, alcuni addirittura insulti. Si passa dal “sei un genio” al “sei un coglione”.

Non torno sul contenuto del post, non avrebbe senso. E’ lì. Dico solo che era un raccontino semplice, anche un po’ banale. Un modo paradossale per dire alcune cose. E’ evidente che non si possono paragonare gli Stati Uniti all’Italia, la California alla Campania, il 1976 ai giorni nostri. Mi sono concesso un po’ di licenze, ma il fine è creare una suggestione, che mi pare riuscita.

E’ chiaro che anche dalle nostre parti qualcosa, e qualcuno, riesce (meno male). E’ anche chiaro che certi ostacoli ci sono al Sud come al Nord (ma io conosco il Sud). Quello che forse non è emerso con abbastanza chiarezza è che io non sono contro le regole (le partite Iva e la sicurezza sul lavoro) ma contro la corruzione, che di queste regole si fa gioco, e che nessuno in Italia affronta con decisione. Sono invece contro la retorica del fare: fai un cazzo se il contesto non ti sostiene. Da soli non si va da nessuna parte. Puoi essere anche un genio, puoi essere folle, e affamato, determinato e coraggioso, ma se quello che si muove intorno a te non t’aiuta, o cambi il contesto o te ne vai.

Ecco.

Ah, volevo anche dire che mica tutti i vigili urbani sono corrotti. Ci mancherebbe altro, che domani mi ritrovo fermato ad ogni posto di blocco. Era solo un esempio.

E poi vi dico pure che i miei libri si chiamano Cocaina & Cioccolato e Baciami molto. Sono due romanzi pubblicati dall’editore toscano Cicorivolta. Sono bellissimi.  Dentro c’è, in controluce, molto di quello che ci siamo detti qui. Sono in vendita, sia sul web (cercate su Google) che nelle librerie Feltrinelli.

Andate e comprate (ho monetizzato, cazzo, ho monetizzato).

Grazie tante, e per davvero, ai 90mila (che sono diventati 100mila) che mi hanno onorato della presenza sul blog.

Adesso lasciateci di nuovo soli. Me e i miei cinquanta lettori affezionati.