Novantamila

Dunque, è successo questo: ci sono 90mila persone che ieri e oggi sono venute su questo blog a leggere un post, quello su un ipotetico Steve Jobs a Napoli.

Circa 80mila di questi lettori provengono da Facebook dove, pare, che il link si sia aperto come una macchia di petrolio in mezzo al mare.

E’ un numero incredibile, almeno per i miei standard: ero abituato ad avere un traffico medio di cento visitatori, nei giorni in cui postavo.

In tutto, da quando ho messo il blog on line, avevo avuto 3mila visite. Adesso 3mila visite ce le ho ogni quarto d’ora.

Sono impressionato, lo confesso.

Ieri ho scritto quel post intorno all’una, mentre la mia fidanzata metteva troppo peperoncino in cento miseri grammi di spaghetti aglio e olio. Ho lasciato la scrittura a metà, mi sono infiammato la bocca con la pasta, ho chiesto a lei la cortesia di non farmi lavare i piatti (tocca a me quando lei cucina), mi ha concesso con la solita generosità un quarto d’ora, ho chiuso il post, l’ho pubblicato, l’ho linkato, come faccio sempre, sul mio profilo Fb e sul mio contatto Twitter, e poi sono sceso.

Con la mia twingo del 1996 siamo andati a Poggioreale (nerissimo quartiere della periferia di Napoli) a comprare 61 battiscopa bianchi di legno per una nuova casa nella quale andremo a vivere, credo, nel 2018, quando sarà finita. Abbiamo caricato i battiscopa lunghi 2 metri e quaranta nella twingo, abbiamo legato il portellone semi aperto con lo spago e ci siamo diretti, così, sui sanpietrini di Napoli, verso i quartieri spagnoli, tra scooter che ci ronzavano intorno come vespe, passanti che davano manate sul cofano dicendo “uanemaeddio”.

Scaricata la merce e tornati a casa, apro il computer e mi accorgo che la mia faccia tonda era ovunque. Venticinque miei amici di Fb avevano condiviso il link; a loro volta i loro amici lo hanno condiviso, e così hanno fatto gli amici degli amici. Una sorta di vendita multilevel. Ho guardato le statistiche del blog e alle 21 e 48 di ieri diceva 7662, alle 21 e 55 diceva 7994, alle 22 e 09 diceva 8474. Alcuni giornali on line mi hanno chiesto l’autorizzazione a pubblicarlo, su twitter succedeva lo stesso. Felice (scrivo per essere letto) me ne sono andato a dormire sapendo che Internet è così: si gonfia e si sgonfia in due ore.

Vado a letto famoso e mi sveglio sconosciuto. Amen.

Invece stamattina è continuata l’impennata. Alle nove, avevo 17mila visitatori; alle diciotto, 90mila. Faccio l’errore di dirlo al mio amico Stefano (Steve, per gli amici) e lui salta: “devi monetizzare, cazzo, devi monetizzare”.  Io non so come si fa a monetizzare. “Per esempio spara la copertina dei tuoi libri sul blog, falli vedere, così li vanno a comprare, cazzo, cazzo” (lui dice spesso cazzo perchè guarda molti film di Tarantino). “Scrivi qualcosa, cazzo, scrivi un post nuovo, menaci dentro i libri, cazzo”.

Ma io non lo so fare.

Scrivo questo post solo per darvi conto della mia emozione. Sono molti anni che scrivo, e scrivo di tutto. Da venti ho la tessera dell’Ordine dei giornalisti in tasca. Sono un precario della comunicazione, come tantissimi. Articoli a venti euro, uffici stampa, libri. Non avevo mai avuto tanti lettori, credo. Almeno mai tanti tutti per me.

Ci sono anche centinaia di commenti, in giro. Moltissimo sono complimenti, altri no, alcuni addirittura insulti. Si passa dal “sei un genio” al “sei un coglione”.

Non torno sul contenuto del post, non avrebbe senso. E’ lì. Dico solo che era un raccontino semplice, anche un po’ banale. Un modo paradossale per dire alcune cose. E’ evidente che non si possono paragonare gli Stati Uniti all’Italia, la California alla Campania, il 1976 ai giorni nostri. Mi sono concesso un po’ di licenze, ma il fine è creare una suggestione, che mi pare riuscita.

E’ chiaro che anche dalle nostre parti qualcosa, e qualcuno, riesce (meno male). E’ anche chiaro che certi ostacoli ci sono al Sud come al Nord (ma io conosco il Sud). Quello che forse non è emerso con abbastanza chiarezza è che io non sono contro le regole (le partite Iva e la sicurezza sul lavoro) ma contro la corruzione, che di queste regole si fa gioco, e che nessuno in Italia affronta con decisione. Sono invece contro la retorica del fare: fai un cazzo se il contesto non ti sostiene. Da soli non si va da nessuna parte. Puoi essere anche un genio, puoi essere folle, e affamato, determinato e coraggioso, ma se quello che si muove intorno a te non t’aiuta, o cambi il contesto o te ne vai.

Ecco.

Ah, volevo anche dire che mica tutti i vigili urbani sono corrotti. Ci mancherebbe altro, che domani mi ritrovo fermato ad ogni posto di blocco. Era solo un esempio.

E poi vi dico pure che i miei libri si chiamano Cocaina & Cioccolato e Baciami molto. Sono due romanzi pubblicati dall’editore toscano Cicorivolta. Sono bellissimi.  Dentro c’è, in controluce, molto di quello che ci siamo detti qui. Sono in vendita, sia sul web (cercate su Google) che nelle librerie Feltrinelli.

Andate e comprate (ho monetizzato, cazzo, ho monetizzato).

Grazie tante, e per davvero, ai 90mila (che sono diventati 100mila) che mi hanno onorato della presenza sul blog.

Adesso lasciateci di nuovo soli. Me e i miei cinquanta lettori affezionati.

 

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134 thoughts on “Novantamila

  1. anche io ho spammato il tuo post. Una fotografia molto nitida della realtà in cui viviamo. Ma la mia amica Carolina ha così commentato:
    “a Milano gli avrebbero chiesto se era “del movimento” (CL)”
    Ciao, Menna

  2. ho condiviso e letto con piacere il tuo post perchè essendo del posto(abito a pochi metri da casa tua, villaricca per la precisione) e so quanto è dura avere idee e non poterle mettere in atto solo perchè sono un semplice figlio si poliziotto (proprio come te) e non ho quella disponibilità economica tale da tentare qualsiasi cosa mi passi per la testa…al momento affogo solo sui libri visto che una laurea triennale in ingegneria non mi apre nemmeno la finestra di un lavoro stimolante…

  3. Riguardo le banche italiane (e come aiutano le imprese) ti segnalo solo questo: nell’ultimo anno, nonostante la crisi di tutto, hanno avuto MENO perdite su crediti. Significa che hanno stretto, e di moltissimo, i cordoni del credito.

  4. si, interessante. mi è arrivato il tuo post stamane su fb e l’ho ripostato a 3 amici. ho studiato un po’ la viralità dei post (o delle app) su fb, e, nella maggior parte dei casi, è molto difficile stimare se e come avranno successo. però il tuo post, secondo me, dà subito la sensazione di funzionare, già dai nomi dei personaggi, da com’è scritto e come si sviluppa, al di là della comunicazione finale del msg ‘napoli non è frisco’ funzionano molte cose già da prima. purtroppo è un po’ isolato, ossia non associato a un’app o a un’aggregazione attorno a un tema, ovvero come li ricatturi 100k utenti che hai avuto? x altro… ha fatto un engagement di 100 commenti , ossia 1/1000 ha comment… osservaz a latere. p

  5. ho appena letto la tua storiella partendo da fb..
    semplice ed efficace.. ha un linguaggio quasi da barzelletta.. ed è tristemente vero che la società in cui viviamo spesso oltrepassa la barzelletta con imbarazzante prepotenza..

    ottimo il consiglio di monetizzare, di far pubblicità ai tuoi libri.. s’adda campà e su questo nessuno può recriminare..
    buona anche la “strategia di mercato” 🙂 magari me ne compro uno, ma ci penso domani.. deve essere una cosa a mente fredda..

    intanto ti salvo tra i preferiti, verrò a leggerti più spesso.. quindi gli aficionados diventano 51..

    alla prossima
    rafa
    😉

  6. Antò, ma se per caso Steve Jobbs ti avesse messo na man’ ‘n capa?…in bocca la lupo per tutto….ahhh dimenticavo anche papà mio era in polizia. N’abbracc 🙂

  7. grazie antonio, grazie a tutta l’italia che ancora crede e combatte (troppo poca), odiavo i cervelli in fuga, ora inizio a capirli e forse lo diventerò anch’io.
    la resistenza e gli ideali hanno un limite e quel limite è la sussistenza.
    complimenti per le tue pubblicazioni, auguro ogni fortuna a te, alla tua donna e alla twingo 1996 che vi porta a spasso!
    in quanto a noi italiani, spero che presto ci renderemo conto che per essere felici basta solo sentirsi e agire come popolo e tutto va da sè, l’individualismo è la nostra rovina!
    claudia

  8. ciao Antonio,
    ho letto il tuo post su Stebe Jobs e anche quest’ultimo.

    Del primo post mi è piaciuto la semplificazione di un problema che affligge l’Italia: la burocrazia pazza e intricata che impedisce lo sviluppo di iniziative imprenditoriali.
    E’ verissimo. Daltronde anche confindustria se ne lamenta col governo.

    Di questo post, invece, mi ha colpito il tuo stupore nel vedere la crescita esponenziale dei contatti al tuo blog. Non può che essere un’opportunità: è vero sembra assurdo seguire il consiglio del tuo amico che ti spinge a “monetizzare”. Ma è ciò che davvero dovresti fare. Il tuo è un blog personale che parla di te? Beh allora ottimizzalo e spingi il più possibile i tuoi successi (come dicono in Calabria “se non mi vanti tu mi vantu ieu” 🙂 ).
    Sarebbe come fare marketing di te stesso.
    Parlare dei tuoi libri o proporli nelle pagine del tuo blog non fa altro che aumentare la tua reputazione sul web e fra i tuoi lettori (“cacchio questo scrive libri… sarà uno sveglio!”).

    Io nel mio piccolo continuerò a seguirti
    in bocca al lupo
    Cristiano

  9. Veramente vuoi restare solo con i tuoi 50 classici lettori? 🙂

    Sei sul trampolino adesso, tutti ti guardano, vedi di fare un bel tuffo 😉

  10. beh, io ti ho notato ieri come “amici che potrei conoscere” su Facebook, pensando che eri abruzzese (dalle mie parti è pieno di Menna), e oggi ho visto il tuo link sulla pagina di un amico..
    posso solo che augurarti di non cambiare ideali,
    vai per la tua strada senza salire sui carretti degli altri,
    perchè pensi bene e ciò è sufficiente per te stesso..

    condividerò anche io la tua pagina..
    saluti

  11. Antonio, possiamo tranqullamente dire che Steave ha fatto il miracolo? 🙂 Il miracolo e’ tuo che hai creduto e perseverato! saluti Marcella Uliano

  12. Guarda, condivido tutto, ma a quel “Adesso lasciateci di nuovo soli. Me e i miei cinquanta lettori affezionati.” proprio non ci credo.

    Se uno scrive un blog, un botto come questo è ciò che sogna ogni volta che preme “invio”.

    Comunque ti aggiungo tra i preferiti, chissà che un giorno non compri anche un tuo libro 🙂

  13. Ti ho scritto su Twitter un paio di ore fa. Ti prego di rispondermi appena leggi. E’ importante. Grazie. (@pataepisi)

  14. Sono un neo precario della comunicazione. Leggerti mi dà speranza: non perché sei arrivato ad essere un Marco Travaglio, ma perché sei una persona che sopravvive grazie alle emozioni, si nutre più di quelle che della manciata di spaghetti nel piatto. Sei andato avanti ed hai avuto il tuo quarto d’ora di celebrità.
    Dopo sei anni a studiare cinese, a volte ho la tentazione di cedere al mondo del marketing, dell’import export, del creare denaro dal nulla. Ma il tuo post di ieri mi ha colpito. Ha fatto quello che io credo debba fare la comunicazione. Unire, smuovere coscienze, indignare. E leggerti oggi mi conferma che avere la sensazione di fare qualcosa davvero, è soddisfacente. Creare qualcosa, rendere visibile ciò che non lo è.
    Grazie. Saprai meglio di me quanto è difficile iniziare. la tua è un’iniezione di tenacia.
    D’ora in poi sono il numero 51

  15. se il blog prima nessuno se lo cagava evidentemente perche non era mai scattata quella scintilla che e arrivata come per roberto saviano ncon gomorra(paragone un po impegnativo?)pero ‘ non si sa mai anchio non lo conoscevo il tuo blog devo dire che al èprimo impatto sembra interessante .per quanto riguarda il fatto di monetizzare non posso che dare ragione al tuo amico se non monetizzi tu giornalista precario con due libri all attivo chi dovrebbe farlo? i pirla che vanno ai reality?complimenti per il blog e spero ti porti tanta fortuna in bocca al lupo.ps:
    da oggi avrai 51 lettori affezionati

  16. in questo angolo di (quasi) democrazia che è internet chi ha qualcosa da dire emerge. Te lo meriti, in bocca al lupo per tutto e spero tu possa vendere tanti libri per finire la casetta prima della fine del decennio

  17. bellissimo post quello che gira su fb. un po perchè tutti hanno sognato di avere opportunità del genere e un po perchè qualcuno ancora ci spera. Il tuo post piace e molto direi…per quanto riguarda il fatto che nessuno ti caga e che nessuno nel futuro ti cagherà…beh…la vita ci da sempre le nostre soddisfazioni e i nostri momenti di gloria, ma sta a noi cavalcare l’onda e approfittarne, o sennò rimarranno vani. Stay angry, stay foolish…e monetizza, cazzo!

  18. La corruzione, per quanto illegittima, sarà sempre all’ordine del giorno in luoghi dove le regole non rispecchiano le reali possibilità del regolato.
    E’ controproducente perchè si ingrassano le fila dei colpevoli e dei conniventi.
    Con questo non voglio giustificare nessuno, ma grazie per averlo ricordato.

  19. mmm io faccio parte dei 50 affezionati lettori mi sa…:D….quando ho notato che i miei contatti spammavano il tuo articolo già ridevo (contenta) e lo feci notare al di luccio 😛 il tuo post è triste e reale,ma questo non deve farci arrendere o scoraggiarci. al prossimo post,anche se non sarà cliccato come questi 🙂

  20. …allora sei proprio asociale come hai scritto nella pagina “chi sono”!
    Mi piace molto come scrivi, anche quello che scrivi, e penso che appena tornero giu in Italia daro molto volentieri uno sguardo ai tuoi libri…
    cmq non ti ho scritto per monetizzare, cazzo! ma per dirti ke da oggi saranno almeno 101 gli appassionati che ti seguiranno sul blog!

    Un abbraccio,
    In bocca al lupo coi vigili urbani,
    Giulio

  21. Monetizzare?
    Certo.
    Per comprare un biglietto e andarsene.

    Sono giusti aperti i termini per la lotteria perla Green Card.
    E’ gratis.

    Come ho già scritto in fondo al tuo post “In tempi come questi la fuga è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare”.
    (Henry Laborit)

    d.

  22. haha adesso invece ti toccherà subire tantissimi nuovi lettori, quel post su Jobs è semplicemente geniale, speriamo che serva a far crescere la consapevolezza che in italia non si può continuare così ci stiamo scavando la fossa da soli!

  23. Anche io ho vissuto un’esperienza simile alla tua in questi giorni. Solo che il mio post era una cazzata sessuale :), il tuo è molto più nobile. Credo comunque che ti meriti più di cinquanta lettori. In bocca al lupo sempre, ciao.

  24. Se ti piace scrivere ti piacera’ anche leggere. Se ti piace leggere leggi La Rivolta di Atlante di Ayn Rand (se non lo hai gia’ letto).
    Fai cio’ che’ giusto per te.
    Federica

  25. Ciao Antonio,
    La storia e’ meravigliosa e vorrei tradurla in inglese per farla leggere a quei miei colleghi (abito a Londra) che mi chiedono perche’ non ritornerei in Italia.
    Se mi dai il permesso linkero’ la pagina del mio blog alla tua ed, ovviamente, ti attribuiro’ la paternita’ dell’articolo (il mio blog e’ sotto licenza Creative Commons share-alike).
    Ciao
    Geo

  26. Bellissimo! E’ un riso amaro quello che ti ispira la lettura di questo brano, soprattutto per chi vorrebbe che anche nella nostra terra nascessero tante persone come Steve Jobbs… Complimenti all’autore, le cui potenzialità non sono inferiori a quelle di Steve… Se solo fosse nato altrove!

  27. Antonio,
    il tuo racconto sullo stiv giobs napoletano era spassoso. ti faccio i complimenti. e ancor di più ho apprezzato la schiettezza del commento successivo. comprerò uno dei tuoi libri. e non è ‘monetizzare’. quanto raggiungere la propria meta attraverso canali inattesi e impraticati. se lo stato e la società nella quale viviamo non aiutano, bisogna ingegnarci, no? e tu, che sei in gamba – e pure di napoli – te lo meriti.
    con stima,
    luca

  28. Pingback: Se Steve Jobs fosse nato in provincia di Napoli … | MoVimento 5 Stelle Castellammare di Stabia

  29. Con me hai monetizzato: fino a 1 ora fa non sapevo che questo blog esistesse, nè che tu scrivessi libri.
    Ho appena comprato via internet “Baciami Molto”.
    Complimenti per il post.

  30. Non sono un letto assiduo di blog e credo che questo sia il mio primo commento che faccio in tutta la mia vita, ma credo fermamente che ne vale la pena.
    Hai centrato in pieno le problematiche del nostro territorio e maggiormente del sud italia, sono un giovane imprenditore e ho vissuto in prima persona la questione finanziamento ed è vero che in italia è difficilissimo emergere sopratutto per chi non proviene da famiglie agiate…

    Il tuo post mi è piaciuto perchè è al tempo stesso simpatico, cinico, arguto e fa riflettere.

    Complimenti vivissimi.

    Un tuo nuovo sostenitore,
    Giorgio Belluomo

  31. ma sei proprio sicuro di voler tornare ai tuoi 50 lettori al giorno? Qua non si tratta di monetizzare, ma di seguire una scia….o fai davvero la fine di “Stefano Lavori” di napoli

  32. Occhio Antonio che se monetizzi , da domani ti vengono in casa i vigili, la finanza, l’Inps, l’ispettorato del lavoro, l’ufficio tecnico del Comune, i vigili sanitari e come cigliegina sulla torta, la camorra… :))) Comunque bel blog, ciao 😉

  33. Mi hai fatto ridere , e questo vale gia’ molto di questi tempi.
    Ah chiaramente ” a gratis ” eh….
    Scherzo tengo famiglia pure io , adesso mi “linchio” sui tuoi libri

  34. Il post è davvero bello,scrivi bene e probabilmente comprerò uno dei tuoi libri,però non puoi passare per un precario,come mmolti di noi che lo sono veramente,mi sembri anche abbastanza “inserito” lavorativamente,almeno dal tuo curriculum :
    ” Collaboratore del quotidiano Il Mattino, Il Manifesto, Liberazione e la Tribuna, nonché i settimanali Vita e Avvenimenti e il mensile La Voce della Campania. Comunicazione e progettazione sociale con l’ente non profit RiMEDIA, di cui è vicepresidente. Altra sua passione è la politica: dal 1996 è consigliere comunale a Marano di Napoli, città di 60mila abitanti a nord del capoluogo campano; dal 2000 al 2005, della stessa città, è stato anche assessore alle politiche sociali.”
    poi posso sbagliarmi…(la fonte è questa http://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_cocaina_cioccolato.htm)

  35. Bravo. Oltre al tuo post che è scritto con un tono veramente accattivante, mi ha rallegrato la tua stupenda storia di blogger che sta avendo un piccolo (per ora) successo, quello che solo la tecnologia può dare in così breve tempo. Spero tu rimanga con i piedi per terra e continui a spingere ogni giorno per “monetizzare” in qualsiasi modo quanto basta per tirare avanti la carretta, senza pensare a facili scorciatoie. Poi se l’occasione per il successo vero arriverà, chapeau, hai le carte in regola per acchiapparlo. Ciao

  36. Ecco:hai avuto una bella idea, e in internet che è un contesto dove puoi andare avanti senza avere particolari conoscenze (pensa un pò, basta un amico qualunque che ti condivide il link!) hai avuto in cambio quello che ti meritavi, spendendo solo qualche centesimo di corrente e qualcosa per la spaghettata(mettiamo anche questa come fonte di ispirazione). Sei, forse sei stato per un attimo, lo Steve Jobs napoletano in un contesto un pò diverso! Complimenti per i risultati e, se lo meriterai, ti auguro un successo “prolungato”, intanto anche io passerò di qui più spesso 🙂

  37. Antonio e’ stata un’amica tra le piu’ improbabili a farmi leggere il tuo post ed ora il tuo blog. Come dire, sono la riprova di quanto virale sia andato il tuo messaggio. Il bello e’ che e’ tornato indietro, ad una persona napoletana come me, che non puo’ che condividere quanto scrivi.
    Questo post poi, “novantamila”, testimonia ancor di piu’ la tua umilta’ e franchezza.
    Ti meriti piu’ fortuna di quanta tu non ne abbia avuta negli ultimi anni… il bello del mondo in cui viviamo e’ che si, un POST puo’ darti tanta piu’ gioia e notorieta’ di anni di duro lavoro!

    tanta fortuna!

  38. Bravo.
    Non ti conosco ma mi piaci. A intuito mi sembri una persona sincera e questo ti fa onore.
    Inoltre, cosa non trascurabile, hai sintetizzato in poche righe un concetto davvero profondo: “il dramma dell’italianità”.

    Cavolo: Stefano Lavori. Ma perché non ci ho pensato io? [questa è gelosia pura]

    Giacomo Alessandroni

  39. Buonasera, ho condiviso anch’io il tuo post sul mio FB, in quanto l’ho trovato originale e chiaro, ma soprattutto perchè va a completare un post che ho scritto sul mio blog IL FARO dantedalfonso.blogspot.com (anzi a tal proposito ti chiedo il permesso di condividerlo sul mio blog). Il post che ho scritto parla della genialità unita alla formazione. Tra i tanti commenti che ho letto sul tuo blog mi ha colpito uno (non ricordo il nome) che spiega tecnicamente come Steve Jobs abbia trovato il canale economico per “sfondare”. La tua storiella mi ha fatto venire in mente un libro che ho letto qualche tempo fa “Volevo solo vendere la pizza” (trovi un mio commento sul mio blog se vuoi).
    Internet è una vetrina ed a volte può essere visitata da migliaia di persone altre volte “solo da 50” ma è importante chi ti visita quotidianamente e quotidinamente partecipa a ciò che scrivi e condividi. Complimenti , continuerò a seguirti. Dante

  40. Io che sono di Napoli, lavoro a Milano (no per scelta mia ma altrui!!!) e vivo in provincia di Vercelli ho saputo del post nei sotto pancia scorrevoli (non so come si chiamano) che appaiono sui monitor che sparano pubblicità sui binari della stazione centrale di Milano appunto!
    Quanto hai ragione!!!!!

  41. Se di mestiere fai il giornalista e scrivi “E'” al posto di “È” poi non ti lamentare se ti danno 20 euro ad articolo.

    • Ma che commento del ca…..!!! Cosa cambia se l’accento è posizionato sopra o accanto ad una lettera maiuscola? Guarda invece il contenuto, la forma, lo stile, la scrittura del pezzo, la capacità di avvincere il lettore!….. é un capolavoro !!!

      • Caro Luigi, evidentemente le sfugge la differenza tra accento e apostrofo. Nella lingua scritta si applicano secondo regole precise e sono cose che un giornalista professionista dovrebbe quanto meno sapere. Non si tratta di un “semplice” problema di forma. Anche questi sono, a mio avviso, segnali di un massimalismo culturale irreversibile. Non ci lamentiamo poi se questo paese è abitato e governato da illustri principianti. Quanto al contenuto non ho espresso nessun commento poiché lo trovo valido e ho preferito, invece di unirmi al coro degli entusiasti col solito «Bravo!», dare un contributo attivo, certo del fatto che male non farà.
        Saluti.

  42. Ciao Antonio anche io voglio farti i complimenti per il post sul Steve Jobs napoletano, hai detto quello che tutti già sappiamo, ma in modo simpatico e allo stesso tempo malinconico, è vero che in Italia è quasi impossibile esaudire in grande i propri sogni, al massimo con tanti anni di fatica e lavoro, ci si può permettere una casa con la propria ragazza, come stai facendo tu. Magari quando la casa sarà finita proverai la stessa gioia che ha provato Steve Jobs quando ha presentato la prima versione di Iphone, tutti gli appassionati della mela ricorderanno che la prima versione, nonostante la grande innovazione del telefono interamente touch, aveva della grandi limitazioni per quel tempo, tipo l’impossibilità di fare video, di mandare mms, non aveva il gps e si poteva navigare solo in gprs, eppure anche la prima versione ha avuto un grande successo. Quindi anche la tua futura casa ed il tuo semplice lavoro, potrà avere per te lo stesso successo, anche se inizialmente con mille problemi. Permettimi, con simpatia, di darti un consiglio però, per scrivere sul blog, non trascurare troppo la tua ragazza e non lasciarla da sola a lavare i piatti 😀
    Ciao e complimenti ancora

  43. adesso sarai costretto a rileggere 5 volte i post che scrivi. Ché sennò poi viene gente che la E l’hai scritta senza accento. il tuo blog non lo conoscevo, mi piace come scrivi!!
    io resto! si sta comodi qua 😉

  44. Complimenti sinceri Antonio: anch’io ho avuto un’esperienza (sul web) quasi identica alla tua… per l’esattezza il 26 maggio di quest’anno—ho avuto migliaia di visite sul mio sito in un solo giorno…e quasi un mese prima avevo messo per prova gli annunci pubblicitari Adsense….e non ti dico che ritorno mi hanno dato in soli 2 giorni….

    Mi permetto di consigliarti di fare lo stesso anche tu….meriti veramente di monetizzare CAZZO! 🙂 approfittane subito…è un “onda” che passa veloce…credimi….

    Complimenti ancora sarò il tuo 51° lettore abituale.

  45. Non ho letto i commenti qui sopra, ma ho letto con un sorriso il tuo articolo su Stefano Lavori e ancor di più questo articolo di commento all’improvvisa notorietà.
    Hai scritto in maniera semplice, pulita e disincantata il primo articolo e ti ho immaginato ad occhi spalancati dalla meraviglia mentre scrivevi il secondo.
    Credo sia questo uno dei motivi per il quale posto un commento, scrivi in un modo che stimola il contatto, il plauso, l’augurio fatto a noi stessi, prima che a te, di poter continuare a leggere tuoi pezzi interessanti.

    Complimenti.

    (Avrai un lettore in più….) 🙂

  46. rafa :
    ho appena letto la tua storiella partendo da fb..
    semplice ed efficace.. ha un linguaggio quasi da barzelletta.. ed è tristemente vero che la società in cui viviamo spesso oltrepassa la barzelletta con imbarazzante prepotenza..
    ottimo il consiglio di monetizzare, di far pubblicità ai tuoi libri.. s’adda campà e su questo nessuno può recriminare..
    buona anche la “strategia di mercato” magari me ne compro uno, ma ci penso domani.. deve essere una cosa a mente fredda..
    intanto ti salvo tra i preferiti, verrò a leggerti più spesso.. quindi gli aficionados diventano 51..
    alla prossima
    rafa

  47. Per me nessun Facebook o Twitter. Ho saputo del tuo post da una trasmissione su radio24. Ti prometto che acquisterò un tuo libro. Dillo al tuo amico Stefano!
    Ciao,
    Alberto

  48. Sono una di quelle che è alle prime armi con Google+. Una di quelle che odia Facebook per essere precisi. Non so come, sono riuscita da un link postato da qualcuno iscritto nelle mie “cerchie” (che un cerchio alla testa mi viene se penso a questi termini googliani) a leggere tutto t’un fiato il tuo racconto di Stefano Lavori. E il mio commento – eggià… sono riuscita a condividere il tuo post con le mie cerchie! – è stata “Incredibilmente veritiero. Incredibilmente divertente. Incredibilmente triste.”
    Te lo dice una che ha detto no a Napoli.
    Bravo, è un piacere leggerti.

  49. Stamattina anche qualche telespettatore di Rai 1 ha potuto ascoltare brani del tuo post su Jeve Jobs, mentre facevo zapping sento la brunetta di turno di Uno mattina nominare Steve Jobs, mi fermo per curiosità e dice “ecco cosa sarebbe successo se fose nato in Italia”, penso allora ad un servizio sul tuo post, mi fermo ed infatti sullo scorrere di alcune scarse immagini di Napoli una voce estrapola qualche riga del tuo testo. Ma finisce lì, è un farraginoso modo per presentare -usando le parole “stay hungry, stay foolish”- il problema dello spreco di cibo ed una carta per i nuovi poveri. Orribile, una cosa senza nè capo nè coda, la frase di Jobs si è ridotta ad una perla per porci e il tutto senza nemmeno una citazione per te (o spero di essermelo perso…)!

  50. Ho ricevuto il testo del tuo post via email da un collega, ti ho trovato grazie a google. figo.
    e complimenti anche per questo ‘secondo’ post..

    A quando un passaggio a ‘che tempo che fa?’ 🙂

  51. Ciao!!!
    solo oggi ho letto per intero il link su Jobs e ovviamente ….MI PIACE
    Ma ho letto pure il tuo articolo novantamila e sai che …MI PIACE …PURE!!!
    Ora .. io volevo pubblicarli entrambi ..ma te lo dico …la tua faccia (non per male) ma non dice granchè; magari accanto al nome di S.Jobs si pubblica uguale ..ma accanto a Novantamila ..no!

    Quindi ..quando il tuo amico ti dice di monetizzare..vuole dire probabilmente COGLI L’ATTIMO (CAZZO)!!!
    E’,a tal proposito, che ti consiglio per esempio di cambiare la tua immagine con la copertina del tuo libro che nessuno vedrà mai altrimenti… pensa 90 mila persone,aprono e postano il tuo link, entrano nel tuo blog e vedono comunque quell’ immagine: il tuo libro. ….è il massimo della pubblicità gratuita!!!

  52. Io mi occupo di Social Media Marketing e non ci credo che il post su Jobs non sia stato “studiato”, anche se la storia della fidanzata e del peproncino è carina, davvero. 🙂
    Per quanto riguarda “monetizzare”… bé sì io ristrutturerei il template (che è proprio brutto), inserirei copertine dei libri con link e valuterei di vendere dei piccoli spazi pubblicitari (con wordpress è semplicissimo). Perché no?

  53. ciao! stamattina sono entrato anch’io nel fan club dei novantamila! complimenti, e da concittadino, ti dirò: forse il post che sto commentando, merita ancora più riflessioni dei quello su steve jobs! alla prossima

  54. Ottimo, bello pensare che un professionista partenopeo si possa fare strada senza usare mezzi “poco convenzionali”.
    E noi piccoli professionisti del “sud”… prendiamo spunto… io almeno proverò a farlo!!!
    Ancora complimenti.
    Oreste Virno

  55. Io facebook l’ho chiuso ghignando per le preghiere di supplica del programma a cambiare idea, l’ho torovato di una noia mortale.
    Twitter non ce l’ho dato che mi pare sia stato creato più che altro per usarlo con gli smarfòn, che non possiedo.
    Ho letto “ilpost” partendo dal link del corsera di oggi e l’ho trovato geniale, assolutamente corrispondente alla nostra realtà e pure scritto bene.
    Detto questo, da blogger a blogger, il giorno che trovo sul mio spazio tutta quella roba per un post mi viene un coccolone di sicuro.

    Bella.

  56. ti ho inserito nei preferiti, condiviso su fb, inviato via mail, perchè della retorica post steve jobs in cui sembra che tutto sia possibile, if u can dream it u can do it, e via con questa bella ondata di ottimismo, non ne posso più…fin dal primo mio tema delle medie l’insegnante di italiano aveva notato il mio spirito critico e mi aveva detto di coltivarlo perchè era una cosa buona, peccato che nei successivi 23 anni vissuti in italia (va specificato perchè a questo punto magari fa la differenza) sto imparando non solo che non è una cosa buona ma che l’approccio per avere successo è non provarci nemmeno a criticare niente, anzi se non pensi proprio è anche meglio…e con questa nota di ottimismo ti saluto e ti faccio ancora tanti complimenti! 😉

  57. anche io continuero’ a leggerti
    mica e’ colpa mia se ti ho notato oggi per la prima volta, botta di cu___
    tu intanto PENSA A MONETIZZARE CAZZO!!! 😀

  58. Ti ammiro.(come scrittore)

    Quello che ti è successo è la conseguenza più diretta del viral marketing.

    Se posso darti un consiglio sincero non mettere ads per almeno 3 mesi continua a scrivere di qualità (come ben sai fare) e se vedi che gli accessi rimangono in trend costante metti qualche pubblicità..ma solo allora ..

    Ciao e buon trasloco!

  59. Scrivi bene, sembri simpatico e soprattutto: hai delle cose da dire! Non trovo niente di male nel provare a monetizzare (cazzo) le tue qualità.

    In bocca al lupo da un tuo nuovo lettore
    ucci82

  60. A quanto siamo con le visite? Personalmente ho letto questo post, poi ho letto il post su Stefano Lavori, poi per ringraziamento ho condiviso su facebook, e ho notato con piacere che diversi miei amici, se non tutti, hanno condiviso a loro volta :]!

  61. Due sono le cose che saltano agli occhi:
    1) Stefano Carotenuto è diventato un mito! cazzo!!!
    2) Tutti vogliono diventare il 51esimo degli aficionados..
    Io mi candido per la posizione privilegiata..diciamo 180esima lettrice del blog.
    Ci si arriverà eccome se ci si arriverà!
    Anche questo post è un gioiello, ma non avevo dubbi. CAZZO!

  62. Ciao Stafano
    Sono uno che da Napoli,esattamente Secondigliano è dovuto quasi scappare perchè ero asfissiato da quella vita.Quelli che sono rimasti per combattere in realtà sono solo assuefatti a quella realtà e non fanno altro che subirla.E’ vero se Jobs era nato a napoli non sarebbe diventato nessuno.Sono scettico nei cambiamenti ma credo invece in un ciclo che avrà come epilogo solo una tragedia e poi la rinascita.Quando vedo la mia Città in tv o su internet ancora piango perchè mi manca….e come diceva mio nonno :NAPOLI È UN BEL PRESEPE MA I PASTORI NON SONO BUONI.Il tuo post ha fotografato la vera Napoli che sta diventando sempre più come quelle città del terzo mondo:violenza,soprusi,bande armate,caos,omertà ecollusione tra i poteri dello stato e camorra e immondizia dappertutto.
    Non volevo che i mei figli vivessero quello che ho vissuto io.solo questo.

  63. Ciao Antonio, ti ho incrociato per caso un paio di volte. La prima volta, alla presentazione di Cioccolato e cocaina, qualche anno fa, sul litorale domizio; in realtà, ero lì per il concerto di Cannavacciuolo, però (e sottolineo il però) mi sono incuriosito ed ho comprato il libro; l’ho letto d’un fiato ed ai miei amici nei giorni successivi ho detto “Menna è un genio!”; credo che te lo potranno confermare. Mi ero entusiasmato di fronte alla reazione del tuo protagonista negli ultimi capitoli, quando gira per Napoli e, fra gli altri, incontra il tizio che parcheggia in seconda fila per comprare il giornale… Lo confesso subito: sono un padano che vive metà del suo tempo nei campi flegrei. Così, forse, potresti ricordare la seconda volta che ti ho incontrato, altrettanto casualmente, credo dalle parti di Pozzuoli. Lì ci hanno presentato e te l’ho detto di persona: “Sei un genio!”, con il mio inconfondibile accento lombardo. Sì, quell’accento che ogni giorno mi marchia a fuoco ed appena apro bocca, tutti a Napoli mi dicono “Ma tu non sei di Napoli…”. Una volta, ero un po’ incazzato ed ho risposto: “Sì, se guardi bene, non sono neanche negro!”
    Appunto, forse ho già detto tutto.
    Perché, nella tua genaialità, forse una cosa ti sfugge: sarebbe ora che almeno una parte, una piccolissima parte dei napoletani e della napoletanità (nota bene, da uomo di mondo, sottolineo “napoletanità” e non faccio alcun riferimento al meridionalismo: la mia riflessione è fondatamente circoscritta a Napoli e ad una certa parte del casertano) sapesse rinunciare a quella caratteristica sociologica che un altrettanto geniale giornalista sportivo qualche tempo fa ha definito “carattere recriminatorio dei giocatori sudamericani”.
    Se fossi un revisionista di quelli che negli ultimi tempi vanno per la maggiore, a destra come a sinistra, potrei addirittura trovare la causa di questo “carattere recriminatorio” nei tempi bui della dominazione spagnola, che ha causato gioie e dolori in tutte le provincie del suo impero.
    Un paio di palle! Ho la netta sensazione che il carattere recriminatorio dei napoletani abbia origini molto, ma molto più recenti. A me viene in mente la voce stridula della Iervolino, che ha sempre recriminato col mondo per giustificare la sua mediocrità. Di questi tempi, la parte del leone la fa il Corriere del Mezzogiorno, che ha talmente strarotto le palle con i suoi intellettualoidi recriminatori (pagati da pseudo industrialotti campani: quelli che credono si possa fare impresa solamente con le agevolazioni statali, quelli che comprano le compagnie aeree non si sa con che soldi, le fanno fallire, scappano con i soldi e si candidano a sindaco di Napoli, eccetera)… dicevo, hanno talmente strarotto le palle, che nelle prossime settimane il Corriere (quello vero) si ricomprerà l’edizione locale, assumerà i precari e riporterà l’ordine massonico anche nell’editoria alternativa (?) partenopea.
    Insomma, caro Antonio, io faccio impresa a Napoli, da Napoli e con Napoli. A Napoli conosco splendidi ragazzi che fanno altrettanta impreditoria. Seriamente, lontano da ogni stereotipo. Vabbhé, noi lavoriamo in internet (io e i ragazzi di cui sopra, ognuno per conto suo e con la sua azienda). Nel mondo di internet, lo riconosco, non ci sarebbe nemmeno possibile recriminare e giocare sui luoghi comuni. Sappi, però, che Napoli è una delle culle della genialità internettiana italiana. Quando ci incontreremo la prossima volta, se vorrai, ti racconterò il chi, il dove e il come. In ogni caso, ti assicuro che siamo in tanti.
    Non diventeremo Steve Jobs per un semplice motivo: i cittadini del mondo che si esprimono in lingua italiana sono circa sessanta milioni, mentre sul web un’iniziativa in inglese ha un potenziale pubblico madrelingua di un miliardo di persone, mentre un paio di altri miliardi ti potrebbero consultare regolarmente (hai idea che in Cina oggi ogni ragazzina e ogni ragazzino dai quindi anni in giù parla e scrive correttamente in inglese? Quando l’ho scoperto durante uno dei miei viaggi, per me è stata una tragedia. Poi ho metabolizzato…).
    Insomma, se guardo i numeri della mia azienda e se guardo i numeri dei miei amici napoletani imprenditori su internet, posso affermare che la differenza fra noi e Steve Jobs si trova solo ed esclusivamente nel nostro pubblico potenziale.
    Anche noi, tutti noi, abbiamo cominciato dalla cantiina. Se vuoi, un giorno ti invito a fare un tour negli uffici dei miei amici napoletani imprenditori su internet: io mi diverto ancora a lavorare in cantina, altri si sono fatti la sede a Chiaia, ma si tratta di scelte individuali. Viviamo egregiamente della nostra impresa, non abbiamo le paranoie di Jobs. Forse ne abbiamo altre. Diversamente da Jobs, nessuno di noi ha mai potuto ricevere finanziamenti miliardari: né da società d’investimento, tantomeno dallo stato (con la s minuscola, se permetti…). Eppure, facciamo impresa. Malgrado la crisi, registriamo crescite esponenziali, creiamo posti di lavoro, creiamo servizi che ado occhio e croce ogni mese vengono visitati da una ventina di milioni di italiani. cioé più di quello che riescono a fare i più grandi editori italiani. Credi che dovremmo fare “sistema”? O meglio, secondo le migliori tradizioni capitalistiche, dovremmo fare lobbismo o addirittura “cartello”? Forse. Personalmente, non condividerei. Una cosa è certa: non recriminiamo.

  64. Ciao Antonio,

    visto che vuoi monetizzare 🙂 puoi usare Blomming – http://www.blomming.com – per vendere sul tuo blog (e sulla tua pagina Facebook) i tuoi libri. Nessun costo iniziale, nessuna percentuale da dare, gli 11 € del prezzo di copertina te li tieni tutti tu. Matteo, uno di quei 100.000.

  65. strana giornata oggi, caratterizzata da un inaspettato fancazzismo ho gironzolato per il web imbattendomi prima in un certo Guy Kawasaki ( http://www.ilpost.it/2011/10/10/guy-kawasaki-lezioni-steve-jobs/ ) e poi in (un certo) te. Peraltro ricerche indipendenti e per nulla legate da quello che potrebbe sembrare il leit motiv, ovvero steve jobs.
    Ammiro l’ironia quasi sconsolata (su quest’aggettivo potrei sbagliarmi) su certi temi ed il tuo tentativo di mantenerla pura. Ma se ci aggiungi un po’ di quello che gli italiani chiamerebbero ipocritamente opportunismo (ma per gli americani sarebbe meritato riconoscimento) allora ti renderai conto che il tuo amico Stefano non ha torto. Peraltro sono quasi certo che anche il compianto morsicatore di mela condividerebbe lo stefano-pensiero.
    vuoi la prova? basta leggere tra i commenti come il termine “cazzo” assuma contorni di assoluta condivisione.
    Cazzo che commento.

  66. Pingback: Non siate sciuocchi, siate curiosi: leggete qui! | incontrollabilmente io

  67. questo libro lo letto tutto d’un fiato mi e’ piaciuto molto bravo,sembrava una storia vera,alla fine ho capito che era una metafora

  68. Pingback: Idee 48: la potenza delle narrazioni in rete, in due storie | Teorie e pratiche della creatività.

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