Io questo film l’ho già visto

Sono stato a lungo indeciso se dire o no qualcosa sulla manifestazione di ieri a Roma. Ne parlo con un sottofondo di noia.

Non sono né sotto shock né incazzato né sorpreso. Sono solo annoiato, come quando vedi lo stesso film otto volte di seguito. Io le cose di ieri le conosco, le ho già viste. E ho già sentito tutti i dibattiti, compreso Giletti che a Domenica in si fa tremare il labbro di sotto dicendo “delinquenti!”.

Che noia questa Italia sempre uguale.

Certo, fanno impressione le immagini dei teppisti che sfondano vetrine, danno fuoco alle auto, incendiano bandiere, sfondano porte, distruggono perfino statue sacre; e le sagome dei blindati che ronzano come vespe impazzite nei piazzali di Roma, di poliziotti attoniti.

Ma io le ho già viste.

Non voglio parlare di Genova, posso ricordare le più recenti proteste antidiscarica in Campania, o la manifestazione degli studenti, sempre a Roma, pochi mesi fa. O gli scontri con i No tav, in Val di Susa. Ogni volta, il giorno dopo, lo stesso trito dibattito, fondamentalmente tra due scuole di pensiero.

La prima è che i teppisti siano al soldo della polizia, o comunque tollerati da questa, perché rovinino dall’interno le manifestazioni e tolgano la voglia alle persone pacifiche di scendere in piazza per il futuro. Questa teoria l’ho sentita a Genova, quando si diceva che la polizia lasciava indisturbati i black bloc ma caricava i ragazzi.

O a Roma, con gli studenti, quando vennero diffuse la foto di un finanziere a terra, scalciato, mentre presunti colleghi in borghese assistevano impassibili.

La seconda teoria, di segno opposto, é che i teppisti siano tollerati, o addirittura aiutati, da segmenti della protesta, che fingono di dolersi della violenza ma in sostanza la fomentano. Anche questa l’abbiamo sentita, ovviamente da destra, in occasione di Genova, o dei No Tav, e anche ieri.

Io, per una cronica ingenuità, diffido della complottistica. Mi sembrano fantasie allucinate, come quella di chi sosteneva che gli aerei contro le torri gemelle li aveva teleguidati Bush. Non credo alle trame raffinate, anche se, in qualche caso, la storia di questo Paese, ha evidenziato deviazioni e infiltrazioni.

Non faccio mia, quindi, in senso assoluto, nessuna delle due teorie. Ma credo, per certi aspetti, ad entrambe. Esiste un blocco violento, in questo Paese. Lo conosciamo. Si alimenta intorno a certi ambienti. Un blocco che trova legittima, se non necessaria, la violenza. Ritiene inutili le manifestazioni pacifiche. Pensa che solo forzando la legge e i limiti si possano ottenere risultati (non so quali, ma non sono proprio capace di entrare nella loro logica). Lo abbiamo visto in azione un po’ ovunque. Ieri, in modo più aggressivo. Ma non molto diversamente con i pullman incendiati a Chiaiano o con le sassaiole in Val di Susa.

Questo blocco violento non è combattuto con la dovuta decisione dalle forze dell’ordine, e questo mi sembra evidente. Agisce da anni, con puntualità, senza trovare un ostacolo serio nell’attività investigativa, di prevenzione e di repressione. Ma questo blocco violento non è neppure espulso con la dovuta durezza dalla politica. Anzi. Ci sono ambienti che gli lisciano il pelo, ne prendono i voti, ci si strusciano come le gatte ai piedi delle sedie. Salvo poi fare mille distinguo quando la violenza esplode.

Prima si tollera, da una parte e dell’altra, poi ci si indigna. Mi sembra la solita commedia all’italiana. Un atteggiamento che mi appare come l’immagine riflessa, nel conflitto, dello stesso blocco che tiene paralizzata l’Italia su tutti gli altri fronti. Posizioni precostituite, nessun coraggio della verità, veli di ipocrisia a coprire le appartenenze, e i limiti.

Una sorta di generale copertura omertosa e reciproca. Invece dovremmo dirci la verità, cruda, dura, nuda. Una grande operazione di smascheramento delle ipocrisie. E ripartire da lì. Ma ne saremo mai capaci? Ma saremo mai capaci di dircela tutta, la verità, su questo Paese paralizzato, che oscilla perennemente tra la farsa e la tragedia?

A me sembra che ne siamo ben lontani. E la giornata di ieri non ha tolto e non ha aggiunto.

Ecco perchè mi annoia. Questo film l’ho già visto.

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