Senza un popolo

Il mio panettiere, stamattina, mi ha chiesto come andava lo spread. Ho detto non c’è male, grazie, quando c’è la salute…

Sui marciapiedi si parla di Bce, di Fmi, di Goldman Sachs, come quando una volta, il lunedì, con Biscardi, si commentava il moviolone. Il barista parlava del rigore dei conti, e ieri non c’era il campionato di calcio.

Una signora anziana del mio palazzo mi ferma : “lei che legge i giornali, che dice? Ci sarà il default?”. Penso di no, c’era il sole stamattina. Lo ha detto pure Monti: “è una splendida giornata”.

Mio padre mi confida che questo professore gli sembra una persona seria, gli ispira fiducia. “Dici che mi taglia la pensione? Sono diritti acquisiti, no?”

Mia mamma, invece, è rimasta colpita: “é andato a messa, e ha la stessa moglie da quarant’anni. Che brav’uomo”.

Su facebook ho visto la rinnovata cascata di link sulla casta: “Monti ha una pensione di millemila euro al mese, cominci da se stesso”.

Speriamo non lo becchino al ristorante del Senato a mangiare la spigola a due euro.

Pare che Travaglio abbia in mano una vecchia multa non pagata da Monti nel ’76, che sarebbe stata insabbiata dalla Tributaria.

Un vecchio amico di infanzia che gestisce una lavanderia con la moglie mi ha chiesto del differenziale tra Btp italiani e tedeschi. Quelli a sette anni, però. La suocera, che lo marca alla cassa, è intervenuta dicendo che bisogna prendersi i soldi dalle banche e metterseli a casa, perchè questi si pigliano tutto.

Sull’autobus, una signora chiede che cos’è questo debito pubblico. Risponde l’immancabile sotuttoio che comincia uno sproloquio su Craxi. Per fortuna sale il controllore, e scendono di corsa tutti e due.

Al bar c’era ottimismo: “Questo sistema tutto”, dice il proprietario. Quello che fa i caffè non è d’accordo, ma il cassiere ha fiducia in Napolitano.

“Piazza Affari va alla grande”: l’edicolante è euforico. “Lo spread scende, i rendimenti calano, stiamo ripartendo”.

Ne sono felice, davvero. Meno male. Fiuuuu. Tiro un sospiro di sollievo.

“Ma la prova del nove sarà nei prossimi giorni”. Smorza l’entusiasmo la mia vecchissima, arcigna, maestra delle elementari, che sta comprando Famiglia cristiana. “Questo governo deve avere la fiducia del Parlamento, e poi deve fare provvedimenti seri, altrimenti crolla tutto di nuovo”.

Dico “sì, sì”. Questa donna continua a farmi paura.

Ho un cugino che ha votato Berlusconi. Ho sempre cercato di capire, molto laicamente, le ragioni. Capire è importante. Capire è la prima cosa. Non smetto mai di chiedergli perchè, così capisco. Mi ha sempre fatto un elenco di motivi, mai uno solo: 1) è tutto un magna magna e almeno lui sa mangiare, e fa mangiare; 2) ha battuto i comunisti e io odio i comunisti; 3) ogni cosa che ha fatto, l’ha fatta alla grande: l’edilizia, le tv, il milan; vuol dire che è capace; 4) è un figlio di puttana; 5) alla fine uno vale l’altro, tutti rubano ma lui ci sa fare, è uno buono, non si fa beccare, se l’è sempre cavata.

Oggi l’ho visto triste, abbattuto. “Non doveva dimettersi”, dice. “Adesso se lo magnano. Si è rincoglionito”. Non si pronuncia su Monti, né su Bersani né su Casini né sul default. Dice solo che bisognava aspettarselo lo sgambetto da quel comunista di Napolitano.

Ah, già: Napolitano è comunista.

Un mio caro amico è un arancione fanatico. Non un Hare Krihsna. Un fan di de Magistris. Scassiamo, scassiamo, abbiamo scassato. Mi ha fatto una testa così per tutta l’estate, lui e la rivoluzione a Napoli. Oggi mi parla di dissesto del Bilancio comunale, di difficoltà strutturali a fare le cose, di piccoli passi. “Ci vuole pazienza”, mi dice. “Mica i cambiamenti si fanno da un giorno all’altro?”. Evito di dirgli che a dicembre dovevamo avere la differenziata al 70 % e che, a quanto pare, non siamo manco al 20, e che la città è la solita latrina, e che il traffico è stato spostato di strada ma sta sempre lì, il trasporto pubblico è peggiorato, la cultura è ferma, e che io non ho percepito il minimo cambiamento, se non che abbiamo preso un cantautore (e nemmeno Fossati, per dire) a presiedere il Forum delle culture. Non mi dico niente perchè finisce che mi attacca la pippa col fatto che sarei un nostalgico di Bassolino, e quindi un delinquente.

Comunque adesso arriva la Coppa America di Vela: dollari, soldi, sponsor, e Napoli rinasce.

Tutto a posto.

Oggi Monti incontra i partiti minori, domani incontra Pd, Pdl e terzo polo, e in serata i sindacati. Poi va da Napolitano e scioglie la riserva. Tutti gli dicono sì, sulla carta. Mercoledì fa il governo degli scienziati e va al Senato a chiedere la fiducia. Giovedì prende la fiducia alla Camera e poi parte.

Per fare che?

Le misure economiche chieste dai mercati. Patrimoniale, lotta all’evasione, pensioni, abbassamento del debito, crescita, innalzamento del Pil, risanamento. Tutte cose che in venti anni non sono state quasi fatte, né dal centrodestra né dal centrosinistra, e che SuperMario deve fare in tre mesi.

Poi deve fare le riforme strutturali: quella elettorale, quella del fisco, quella del mercato del lavoro, quella degli ammortizzatori sociali, magari quella del welfare, dell’istruzione, delle professioni, dei servizi, magari quella dell’innovazione, quella del merito, magari quella della legalità.

Magari, un Paese nuovo.

Il tutto, in un anno, senza una maggioranza e senza un popolo.

Con i bocconiani, con Napolitano, con il terrore del default.

Auguri, professore.

E si riduca la pensione, mi raccomando.

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9 thoughts on “Senza un popolo

  1. Bellissimo.
    E concordo su tutto.

    Diciamo che se fa una legge elettorale come si deve e riesce a far guadagnare di nuovo fiducia ai mercati (riducendo il debito italiano e lo spread come fecero Padoa Schioppa e Prodi nel suo secondo sfortunato mandato) avrà già fatto tanto.
    Tutto il resto è mera utopia.

  2. Pingback: Senza un popolo « Il Malpaese

  3. Antonio, sei grande!!!!
    Non ti nascondo che Monti mi piace e mi ha impressionato per la serietà e compostezza. Una differenza abissale rispetto a Berlusconi!
    Mi auguro che riesca a guidare il nuovo governo e ci tiri fuori dai nostri guai. Mi piacerebbe che nel 2013 diventasse leader di una coalizione di centro sinistra.

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