chi sono

Mi chiamo Antonio Menna.

Sono nato, qualche anno fa, a Potenza. Per caso. Poteva essere Vipiteno, Bolzano, Milano, Cesena, tutte città dove mio padre, poliziotto, ha vissuto prima di finire in Basilicata.

Vivo a Napoli da quando ero bambino.

Qui mi sono laureato in Scienze politiche, indirizzo sociale, ma un master in progettazione sociale l’ho fatto all’Università di Roma perché fa più scena.

A 13 anni decisi che avrei fatto il giornalista e lo scrittore. Ci sto ancora provando.

Sono iscritto all’ Ordine dei giornalisti dal 1991 e scrivo sui giornali dal gennaio del 1988, poco più che maggiorenne.

Ho scritto di cronaca nera, politica e cultura. Ho fatto inchieste e ho diretto piccoli giornali locali. Ho collaborato con decine di testate. Tra le tante mi piace ricordare Il Mattino, Liberazione, il Manifesto, Avvenimenti, Aprile, Vita, La Voce della Campania.

Mi occupo anche di uffici stampa e comunicazione.

Con un padre poliziotto e un fratello carabiniere, ho fatto l’obiettore di coscienza, nel 1994, quando era complicato. Servizio civile in carcere minorile, poi in una mensa della Caritas.

Molto casualmente mi é capitato anche di ricoprire incarichi istituzionali. Per la precisione sono stato per tre mandati consecutivi (nel 1996, nel 2001, e nel 2006) Consigliere comunale a Marano, in provincia di Napoli. Per sette anni sono stato anche Assessore, prima alle Politiche sociali e poi alla Cultura.

Ho pubblicato alcuni libri.

Di recente ne sono usciti due di seguito che, mescolando la narrativa all’attualità, hanno provato a raccontare la condizione giovanile in Italia e in particolare al Sud. Il primo si chiama Se Steve Jobs fosse nato a Napoli” (2012, Sperling & Kupfer), il secondo “Tre terroni a zonzo” (2013, Sperling & Kupfer).

Con alcuni racconti ho avuto premi, riconoscimenti e pubblicazione. La notte è un lampo (finalista al premio Il racconto nel Cassetto 2005), Il passo perduto (terzo al premio Il racconto nel cassetto 2007), La controra (finalista al premio Parole in corsa 2007), Inchiostro (terzo al premio Letti in un sorso 2007), Carbonita (finalista premio Lama e Trama 2010).

Altri racconti sono stati pubblicati nelle raccolte “Parole come pane” (2014, Caracò),  “La Grammatica di Nisida” (2013, Caracò) e “Fuoco sulla città” (2013, Ad est dell’equatore).

Il racconto L’Augusto è stato portato in scena al Teatro Nuovo di Napoli nel 2011 con lo spettacolo Italian Kamikaze.

Ho detto tutto?

Ah, mi piace giocare a pallone, andare sott’acqua, mangiare. Sono sempre a dieta, invano. Non rispondo quasi mai al cellulare. Odio le suonerie. Ma leggo sms e mail. Amo viaggiare. Detesto ipocrisie e codardie. Odio i pettegolezzi e chi mi parla dietro. Sono spesso in giro. Sono abbastanza asociale.

Un giorno mi ritirerò a Pantelleria.

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90 thoughts on “chi sono

  1. Ciao Antonio mi chiamo Felice ho 21 anni è vivo a giugliano in campania molto vicino alla ” tua marano”; come te anch’io ho un padre poliziotto e devo ammetterlo inizialmente è stata dura farsi accettare dagli amici semplicemente perchè hai un padre “sbirro”.
    Attualmente sono un caporale dell’esercito italiano ed il mio futuro professionale credo proprio che sarà indirizzato sul sentiero spianato da mio padre.
    Valori fondamentali mi sono stati trasmessi, anch’io come te mi dedico e mi sono dedicato al mondo del volontariato, di seguito ti lascio il link di un articolo che ho scritto per l’associazione nazionale polizia penitenziaria.

    http://www.anppe.it/public/post/napoli-lettera-di-un-socio-simpatizzante-a-n-p-pe-con-la-polizia-penitenziaria-nel-sangue-327.asp

    Quando hai tempo leggilo, mi farebbe piacere sapere come la pensi…..

  2. ricordo con affetto i tuoi progetti di ragazzino , emi fà piacere che tu li stia realizzando non ho letto i tuoi libri ma al più presto vado in libreria e cerco di recuperarli ………………………………non so se ti ricordi di mè (massimo d’azeglio sez h )

  3. …e mi sei simpatico! Forse perchè ho, anche io, un genitore militare; ho vissuto a Napoli tanti anni, adesso vivo a Roma e mia nonna a Potenza; sono anche io un po’ asociale o semplicemente perchè mi piacciono i tuoi post… ciao Valerio

  4. Ciao, sono una giornalista precaria anch’io e mi occupo come te di Ufficio Stampa. Abbiamo la stessa formazione politica (più o meno…. io provengo dal Pdci ed ora sono di Sinistra e Libertà).Ho scritto per giornali come La Rinascita della Sinistra e collaboro saltuariamente per un mucchio di altre cose cose che mi danno solitamente molta gloria e pochissimi soldi.Ho qualche anno più di te, ma i problemi sono identici.Non ti perdere d’animo (contemporaneamente lo dico anche a me stessa), vedrai, ce la farai, ce la faremo.Un abbraccio solidale.Sai, tutte le persone intelligenti e profonde, sono spesso considerate asociali, perché si fatica a comprenderle, sopratutto in un mondo e in un paese che hanno fatto della superficialità una bandiera. A presto, un carissimo saluto, Isa.

  5. Ciao Antonio,
    vorrei darti dei consigli utili su come monetizzare il blog sfruttando quest’ondata!
    non trovo un tuo indirizzo email.
    Se vuoi contattami.

  6. Ciao Antonio, mi è piaciuto moltissimo il post “Se Steve fosse nato in provincia di Napoli” e lo volevo condividere sul mio blog (citando la fonte ovviamente) se per te non è un problema ovviamente. Fammi sapere ok?
    Ciao
    Domenico

    Ps. non ho trovato la mail sul sito epr questo ti scrivo qui

  7. Ciao Antonio, complimenti per il divertentissimi raccontino: se Jobs fosse nato a Napoli. L’ho condiviso su Facebook. Complimenti anche per la tua attività. Bravo e libero. Sono un vecchio collega e, benché nato a Napoli e residente a Milano, sono un maranese di famiglia: i miei genitori riposano nel cimitero di Vallesana. Buona fortuna: te la auguro perché so che l’avrai.
    Gianni de Felice

    • caro Gianni, che onore! Conosco benissimo i tuoi natali maranesi. Stefano Rinaldi, mio grande amico, credo sia un tuo parente. Abbiamo parlato spesso di te, e del mitico La Notte.

  8. Grazie mi è piaciuto questo bell’articolo. Lo manderò in giro.. il luogo in cui nasci è fondamentale..e anche dove vivi studi e lavori perchè forgia la metalità dei tuoi interlocutori.. la maggiornaza dei miei studenti e studentesse nonostante io sia ancora super hungry and super foolish sono al 95% in sintonia con la terra che li esprime a essere buona e non pessimista!

  9. Nata e cresciuta a Napoli, posso dire “io ce l ho fatta”… ovviamente andando all´estero 😉
    questo significa farsi piacere gli inverni innevati e le estati piovose cercando di non rimpiangere il sole e il mare e tutti gli affetti. Scelte.

  10. Mi piace il fatto che linki le cose (anche Pantelleria), mi risparmia tempo.
    E mi piace l’ombra della mano che indica a sinistra, sulla tua camicia.
    Bravo Antonio! Continuerò a seguirti.

  11. Caro Antonio, ho letto compiacere il tuo articolo sullo Steve Jobs napoletano ed essendo un sostenitore del rimanere a Napoli e fare impresa a Napoli, da buon lettore non potrò fare altro che comprare volentieri i tuoi libri.

    Se la cosa ti fa piacere, ti invito a scrivere anche nel blog napolinelmondo.org di cui sono il webmaster.
    Complimenti e arrivederci a presto.

  12. Antonio non mi copiare le idee!!!

    Vi farò vergognare di essere Napoletani!!!
    Chi non si è mai vantato di essere Napoletano? Io vi farò vergognare di essere napoletani!
    Il napoletano ha la presenzione di essere il migliore guidatore. La frase più ricorrente è:”comm guidiàm a’ macchìn nuje napoletàn nun ‘ guidà nessunò”. Io aggiungo che non c è verità più assoluta! il Napoletano guidiauna chiavica!!! Rosso verde e giallo hanno preso colore solo negli ultimi anni, e la precedenza era solo davanti al banco del salumiere! Lo “stop”invece, essendo una parola inglese non la si prende propio in considerazione.
    Il napoletano ha la presunzione di essere furbo! Io aggiungo che è vero . Il napoletano se ti può inculare lo fa anche se ti è amico.
    Il napoletano crede di avere il cibo più buono del mondo! Mio padre a tavola dice sempre : Vuoi mettere la cucina napoletana con quella australiana! Mio padre non è mai stato in Australia!
    Il napoletano è quello che dice :nuje a napule avimm o’ sol ! Mentre nel resto del mondo c’è solo neve e pioggia.
    Il napoletano dice che: Il comico piu bravo del mondo è Totò! A me toto fà piangere!
    Noi a Napoli abbiamo il gioco delle tre carte! No comment.
    Il Napoletano dice di avere il cuore grande!: ” nuje napoletàn teniàm o’ cuorè!” Io aggiungo che non ha nemmeno la testa!
    Il napoletano dice che i milanesi sonno freddi! Io dico che Il napoletano non conosce la parola riservatezza.
    Il napoletano, siccome si crede una persona allegra e gioiosa, si permette di fare festini fino a tarda notte senza al cun rispetto per chi l’indomani và a lavorare o magari non si “Fira”
    Il napoletano trovare sempre l’escamotage per non pagare e se ci riesce va a vantarsi con gli amici.
    Il napoletano lancia il fazoletto fuori dal finestrino.
    Il napoletano è quello che deve andare allo scasso a prendersi il ricambio auto per risparmiare alimentando cosi i furti d’auto.
    Il napoletano che si crede colto e raffinato dice spesso:” Si è vero , pero se il napoletano non fosse cosi, non avremmo avuto a Massimo troisi , a Totò , e non avremmo avuto la musica Napoletano . Io dico, Su quale base affermate questo?
    Il Napoletano è quello che quando và fuori napoli si comprta bene! (ma solo perche lo sa che al trove non glielo permettono di fare i cazzi propri, mentre a napoli invece si…
    Il napoletano è quello che quando c’è un sinistro stradale, si devono trovare i testimoni falsi e spesso sono gli avvocati Napoletani a procacciarseli.
    Il napoletano è quello che se cadi da solo devi dire che sei caduto in una buca per strada per prendere i soldi dal comune!
    Il medico napletano è quello che ti da il numero come dal salumiere e tu devi lasciare 2 eruo alla signora.
    l’avvocato Napoletano è quello che quando prendi i soldi devi spartire a metà con l’avvocato.
    L’ingegniere Napoletano e quello che ti fà passare l’esame di scuola guida con mille euro.
    Il salumiere Napoletano è quello che quando gli dici 100 grammi di salame te ne affetta 150.
    Il vigile napoletano è quello che se ti conosce ti toglie la multa.
    Il parcheggiatore napoletono è un invenzione napoletana.
    Devo continuare…?

  13. Scherzo ovviamente!!! Però anche io che faccio il commerciante ho la passione per la scrittura!!!
    Quella sui napoletani l’ho scritta de settimane fà. Ciao

    • scherzi????…..e cosa c’è di scerzoso in ciò che scrivi???…è tutto vero!!!….sarebbe statomeglio per te non continuare e non nasconderti dietro alla parola ….SCHERZO…..visto che è la cruda realta e te lo dice una donna che ha tre figli maschi ed ha fatto di tutto per andare via da questa realtà non riuscendoci……..lode a te che hai voglia di scherzare!!!!

    • Uno che ha la passione per la scrittura dovrebbe essere abbastanza curioso dall’aver appreso che non si scrive ingegniere e non si scrive fà

  14. Ciao Antonio… mi è piaciuto molto oltre al post “FAMOSO” anche quello che hai scritto poi dopo 🙂 In bocca al lupo. Ciao Cerro
    Leini (to)

  15. Sei diventato un fenomeno su Facebook ed ero curiosa di sapere chi c’era dietro lo Steve Jobs di Napoli…Un consiglio: il link al tuo libro “Ti lascio perchè non mi ami” è rotto. Devi monetizzare, cazzo. Sistema i link. E buona fortuna

  16. Ti fai leggere tutto d’un fiato … rimango quasi senza respiro…
    Fossi il tuo ‘correttore ufficiale’ non cambierei neppure una virgola dei tuoi ultimi 3 articoli: semplicemente fantastici…
    Forse ti ho letto anche qualche mese fa, ma hai davvero superato te stesso.
    Congratulazioni, sincere per davvero…
    >>> Massimo

  17. Antò, a parte il problema del nascere nel posto sbagliato, che tu opportunamente metti in evidenza nella ‘favola amara di Stefano Lavori’, ne esiste, prima ancora, un altro; che secondo me è più grave, ed è strutturale rispetto all’intera Italia. A Roma, e dovresti saperlo, ci sono leggi fatte su misura per i lobbisti, quelli che – in vari settori – ritengono di potersi servire dei parlamentari di turno per ‘blindare’ le loro alte posizioni sociali e i loro privilegi… all’infinito. E’ questo il motivo vero per il quale i talenti non vengono fuori. A parte i problemi ‘ambientali’, ci sono ostacoli burocratico-legislativi che la ristretta oligarchia delle lobby ha deciso di mettere per farsi scudo da chi potrebbe, a vario modo, metterli in seria difficoltà. Quindi, consentimi, il problema-mafia è sì rilevante, ma di second’ordine, perché gli strumenti alla base di tutto li fornisce il Parlamento. Un abbraccio, Lu.Ga.

  18. Ciao Antonio, è stato bello leggere qualcosa del tuo blog e su di te.
    Mi chiamo anche io Antonio e sono di Marano di Napoli.
    Ora vivo e lavoro ( a progetto) a Torino da tre anni…

    Magari Jobs fa davvero il miracolo e tutte le MELE MARCIE come per magia spariranno!!!

  19. Ciao mi chiamo Luca Granata, ho vissuto fino a 26 anni a Chiaiano, ultimo quartiere di Napoli prima della tua Marano di Napoli, dove vivono ancora i miei genitori. Marano dove sono nati mio nonno e mia madre. Dal 1998 vivo a Roma, e mi sono ritrovato a leggere sul tuo blog, la storia di Stefano Lavori (Steve Jobs partenopeo), ed ho condiviso il tuo blog a tutta la mia mailing list, proprio perche’ sono assolutamente d’accordo con quello che scrivi, credo anche io che, la Apple in provincia di Napoli non sarebbe nata, perchè saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più!!!! Grande Antonio.

  20. Sono capitata qui sulla scia dell’ultracitato articolo che prende spunto da Steve Jobs e parla della città da dove provengo anch’io. Comprendo il tuo stupore..in fondo volevi soltanto parlare di Napoli.Anch’io lo faccio spesso, parlo spesso della mia città, dei problemi della mia città, delle meraviglie della mia città, della gente, dei profumi e dei rituali che riconosco come tali solo da poco, da quando sei anni fa mi sono trasferita a Roma per studio, per lavoro e poi chissà per cos’altro.
    Sono per la precisione di Marano e almeno una volta al mese ci torno.
    Non sarò una meteora, verrò spesso a leggere quello che scrivi..così..per ascoltare qualcuno che parla della mia città.
    Valentina.

  21. Caro Antonio,
    il tuo post ha il vantaggio di mostrare chiaramente le drammatiche differenze culturali, burocratiche, attitudinali del nostro Sud con i fantomatici US e con qualunque realtà istituzional-culturale che ha a cuore lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e la circolazione di un’economia pulita.
    Ma rischia di sfociare in una triste autocommiserazione, se trapela il messaggio di rassegnazione che tristemente accompagna la diffusione del tuo post sui social network, dove è come sai in primissimo piano.
    Non credo che il fatto di vivere in questa realtà renda IMPOSSIBILE il cambiamento, ma messaggi come questo possono incitare al fatalismo e non a una più che urgente reazione da parte dei giovani a cui questo sistema nega il futuro.
    Sì, è probabile che la Apple in provincia di Napoli non sarebbe mai nata, ma non vedo perchè non dovremmo agire per permettere che ciò accada in un prossimo futuro, e sottolineare i buoni esempi di giovani “terroni” come noi che, in barba al sistema e alla rassegnazione, ce l’hanno fatta.
    Spero di essere riuscito a trasmettere le mie idee, ma a 20 anni trovarmi facebook invaso da post di miei coetanei che non fanno che dire “molliamo tutto e andiamo in america”, “mi vergogno di essere nato al sud” mi dà davvero fastidio.

    Comunque ancora grazie per la discussione che sei riuscito ad accendere!

    Giancarlo

  22. Complimenti Antonio, stai facendo un buon lavoro!
    Io non faccio il giornalista ne lo scrittore, perchè sono ingegnere. Non sono nato a Napoli bensì a Udine. Ti auguro di cogliere questo momento per dare il meglio, per criticare ma anche per rafforzare tutte le idee che ci aiutino a migliorare ogni giorno. Sono le persone come te che fanno la differenza oggi in Italia. Non è solo una questione di politica, è una questione di energia, di volontà e di capacità di agire. Cogli questo istante, questo momento fortunato per dare forza al tuo pensiero, monetizzalo se puoi e dagli ancora più potenza. In questo modo darai speranza a chi l’ha persa. Io ci ogni giorno con fatica. Ti auguro un futuro professionale fantastico!

  23. Pingback: A Napoli, Jobs sarebbe diventato un garagista | BlogSera

  24. Sono arrivato sospinto dal famoso “Stefano Lavori”, letto ieri sul Fatto Quotidiano a cui sono abbonato. E’ una riflessione amara la sua, purtroppo condivisibile…. questo nostro paese ha come un gigantesco tappo sopra di sè. Sappiamo il perchè, a chi giova ma non lo si riesce ancora a “stappare”… delle volte mi sembra che, a differenza dell’epoca di Mani Pulite (non che abbia nostalgia delle monetine a Craxi) in molti siano se non addormentati quantomeno rassegnati e non è bene.
    Mi hanno colpito molto le riflessioni nel post su Giuseppe D’Avanzo, che non ho avuto la fortuna di conoscere ma ho sempre ammirato. Ma, per tanti che brillano come lui, ce ne sono tanti altri che sono comunque capaci anche se non sono così conosciuti. Perchè c’è una bella differenza tra chi le cose le scrive e i fatti li racconta, o perlomeno ci prova, e tanti pennivendoli.
    In bocca al lupo!

  25. GRANDE !!!! Verità sacrosanta è così anche in Veneto, nel tuo racconto hai dimenticato solo i soldi in anticipo che richiedono i consulenti per farti ottenere (FORSE) i finanziamenti europei. 😉

    PS: Devo scrivere un libro non essendo uno scrittore ho bisogno di un socio se ti và contattami.

  26. Ciao Antonio,
    ti hanno tradotto in francese (ma lo saprai) http://www.internazionale.it/?p=65568&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter e stamattina, durante uno dei principali convegni su Internet, il digitale, il web etc etc, http://www.iabforum.it/iab-forum-milano-2011/agenda/12-ottobre/ sarai stato citato più volte tu di Fini che è stato invitato a intervenire (ma senza successo, “per colpa delle infrastrutture italiane che non funzionano” e alla fine ha inviato una video registrazione). Il tuo post è stato usato come spunto da Riccardo Luna (che conoscerai) http://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Luna per intervistare i principali sponsor del convegno (nonché principali innovatori del mercato online).
    Ti faccio i miei complimenti.
    Una meridionale emigrata “al Nord” ….

  27. ciao Antonio!
    come posso mettermi in contatto con te privatamente? la mia mail è twentytarantino at hotmail.com
    avrei veramente urgenza di parlarti. grazie mille.

    RS

  28. Complimenti per il libro che fa il parallelo su steve jobs.

    We like to start a conversation to have this book for the North America market as we feel it will get a lot of attention in the world of innovation and obstacles in innovation.

    Mi contatti direttamente via email per avere ulteriori dettagli.

    Alexander

  29. ho appena letto il tuo blog, al tempo dell’assessorato ci siamo incrociati tra i vari amici in comune e al comune di Marano, devo dire che è stato bello leggere l’articoletto che fa venire fuori la ns. realtà filmata attraverso l’occhio attento di chi osserva attentamente quotidianamente “normalità” in culo alla balena ed in Gamba MENNA!!!

  30. Pingback: Intervista Gastronomica ad Antonio Menna | angiecafiero.it

  31. Ciao Antonio, ti ho ascoltato ieri sera alla Biblioteca Lazzerini a Prato, mi sei piaciuto, sei una persona vera, ho anche letto tutto di un soffio il tuo libro, è anche quello mi è piaciuto. Cosa altro dire, sei un grande. Un caro saluto. Stefano

  32. Diceva Troisi che a scrivere erano milioni mentre lui era solo a leggere ora ti chiedo come facevo a sapere che il libro di un certo antonio menna mi sarebbe piaciuto tanto? Come faccio a capire quanti antonio menna vi sono ?

  33. ciao antonio come faccio a contattarti in privato per invitarti a un convegno in provincia di potenza?vorrei che fossi relatore…grazie..antonio bruno

  34. Antonio: sono ststo folgorato perhcé una delle mie frasi tormentone é sempre stata “vorrei proprio vedere se steve jobbs fosse nato a salerno”. Sono ovviamente un emigrante e vorrei tanto tradurre il tuo libro in inglese. Il mondo deve sapere!Conttattami in privato se ti va “lisophorm@gmail.com”

  35. Appena tornato a Londra (vivo da 4 anni) da Napoli, ho letto il tuo libro tutto di un fiato (Se Steve Jobs fosse nato a Napoli). Bel lavoro, complimenti per la semplicita’ e la capacita’ di scrivere situazioni reali in maniera semplice e a volte divertente.

    Da Napoletano emigrato posso dirti che in quel libro c’e’ una profonda e in parte vergognosa verita’.

    Bravo Antonio

  36. Ah: sei TU l’autore di “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli”? 😀 Wow. L’ho sfogliato qualche tempo fa in negozio di libro e mi ha fatto sorridere, complimenti. 🙂

  37. “I napoletani non devono viaggiare”. Ci chiamiamo uguale 76 anni di Trieste ma di origine pugliese. Pur essendo politicamente all’estremo opposto ti leggo sempre e ti ammiro incondizionatamente.La verità non ha colore. Ho letto l’articolo in questione e dieci minuti dopo su Facebook ho visto questo filmato che ti propongo.

    Le tue idee sono pienamente confermate. Che tristezza!Buon lavoro e grazie per l’ospitalità.

  38. Ciao, Antonio, ti ho scoperto per caso (come succede per tante cose che poi restano). Ho inserito il tuo blog fra i miei “Preferiti”, in modo da accedervi più agevolmente ogni giorno. Ho letto il tuo articolo sui napoletani che non devono viaggiare, davvero molto bello. Posso farlo girare tra i miei amici di FB? Mi serve la tua autorizzazione. Tornerò sul tuo blog per leggere altri articoli. Intanto, resto in attesa della tua autorizzazione, ti ringrazio e ti saluto cordialmente, Mauro Finelli da Melfi (PZ)

  39. Ciao Antonio,
    non sapevo come lasciarti un messaggio.
    Ma perchè non fai un bel commento sul video dell’auto bloccata? SIa che sia vero, sia che sia falso, mi pare che avresti molto da dire, e non solo su napoli, ma sul sud (potrebbe succedere anche da me) e sull’italia.

    Ciao
    Vincenzo

  40. Sono appassionato di archeologia. Conosco meglio Napoli e la Sicilia, e il resto del Sud, della bergamasca ove abito, cioè quella della “Roma Ladrona” (quadruplo sic!!!). Se non avessimo deficenti a governarci, solo di turismo, sfruttando il nostro patrimonio culturale, saremmo tutti ricchi. Mi auguro la Merkel ci invada con i carri armati onde proteggere i nostri siti storici, culturali, archeologici e dare l’assedio al nostro parlamento onde liberarci dai mascalzoni-chiaramente volutamente incapaci. Sono stato in Germania per lavoro e quindi scrivo per conoscenza. Propongo, se effettivamente vogliamo progredirci culturalmente, socialmente, economicamente regalare l’Italia alla Germania. Eventualmente far dirigere la Nazione da politici tedeschi o nord europei con stipendio a loro libera scelta aprendo loro il forziere della Banca d’Italia così possono servirsi da soli a loro discrezione. Sicuramente risparmiamo e risolleviamo le nostre sorti economiche. Terza proposta: regaliamo, con lautissima mancia, i nostri politicanti ad altre nazioni anche se conosco già risposte e gesti osceni delle eventuali Nazioni cui sono stati offerti. Un abbraccio a tutti gli amici del Sud, cioè i cosidetti “terroni del Sud” per distinguerli dai cosidetti “terroni del Nord” sempre della famosa Roma Ladrona: almeno gli allocchi che ancora ci credono. —–Per Aspera As astra—– Leonardus

  41. La cosa strana è che il tuo cognome non mi era del tutto estraneo, eppure il quel gozzoviglio istituzionale di Bruxelles mi è sfuggito. Un abbraccio dalla terra sicula. Salvo Cutuli. Ti ho inviato un paio di richieste su Fb, per il piacere del contatto e lui, Fb, ha deciso di bloccarmi per 14 giorni. Zukkenberg e più napoletano di Jobs, evidentemente…

  42. Pingback: TRE TERRONI A ZONZO di Antonio MENNA Lasciare Napoli o restare?

  43. Buongiorno,
    La incontro sul suo articolo su Stoccolma , ovvio condivido con cognizione di causa, mio cugino era psicoterapeuta a Stoccolma era perché non è più su questa terra e il. Figlio è venuto a vivere nel “bel paese?” Per un anno non riusciva a prendere un bus… E dal suo racconto può ben capire il perché …
    Stiamo parlando di Catania. Città che al nord ci invidiano per il sole… E io rido… Non basta!
    Vivo molto a Paris per il mio lavoro di artista iniziato a 16 anni e ovvio ho completato i miei studi d’ arte e architettura fuori. Ma sapevo che ero un artista.

    Non commento in genere i blog , ma il suo era molto sentito da parte mia! Compreso lo CHOC da Rientro!
    Neanche a Parigi esistono cose per strada ecc … Si vive in modo ordinato e regolare!
    Ovvio è una città che amo come la selvaggia Bretagna e particolare Normandia…

    Amo molto viaggiare … È questo il nostro danno? O fortuna?
    Condivido: meglio sms e mail : spesso sto dipingendo e solo il suono del tel disturba,
    Ma ascolto musica!
    Essere asociale è un lusso ! Godiamocelo!
    Se oggi ho scritto! È perché sono reduce da Choc da rientro anche io e lo sono a ogni rientro…
    p.s. Le sconsiglio Pantelleria per ritirarsi… Meglio andare a Nord e non a Sud… O in Martinica o Polinesia!
    La saluto con stima
    Joselita Giuffrida tanti altri cognomi “Miei di famiglia e Borbonici…” seguire…

  44. Caro Antonio,
    mi piacciono moltissimo le cose che scrivi e come le scrivi.
    Un unico neo l’ho trovato nel tuo profilo quando affermi “I miei partiti: a sinistra. Prima Rifondazione, poi il Pd.”.
    Il Pd a sinistra? Mi concedi un attimo d’ilarità?
    Buona vita, continuerò a seguirti.
    Angela

  45. Buongiorno Antonio,
    anch’io mi chiamo Antonio e come il suo nome condivido le sensazioni che ha descritto nel suo blog a proposito delle partenze verso luoghi civili. Noi ci facciamo del male, scegliamo sempre posti dove l’ordine e la civiltà sono al primo posto, ma questo è un segno chiaro di quello che desideriamo e che nel momento della vacanza andiamo a cercare. Ma perchè non cercarlo definitivamente? Lasciando la mia amata Palermo che sicuramente sta peggio di Napoli e fare questa scelta definitiva anche avendo superato i 40 anni? Perchè sono coraggioso? Perchè sono ostinato? Niente di tutto ciò, sono invece un codardo consapevole e allora se non voglio sprofondare nella depressione, lo dovrò fare, subito, al più presto,

    Leggendo quelle righe così descrittive di uno stato d’animo sofferente mi sono emozionato perchè ho ritrovato le stesse sensazioni che ho vissuto dopo un rientro da un viaggio in Bretagna e Normandia (e qui casualmente mi sono trovato perfettamente in sintonia col commento che mi precede, dell’amica e conterranea Joselita). Viaggiare forse fa male, allora dovrebbero viaggiare tutti i siciliani, specialmente i giovani e provare a vivere fuori in quei paesi civili, forse (ma tanto non cambierà mai nulla, ce lo dicono Pirandello, Sciascia e Tomasi Lampedusa) potrebbe esserci una nuova generazione più consapevole della civiltà e del rispetto delle regola – Questo è il mio sogno utopico.

    Felice di averla conosciuta
    Antonio Migliorino

  46. Ciao Antonio, ti ho “scoperto” per caso da un link di un amica su Facebook. Beh… Devo dire più leggo quello che scrivi più mi piace sia come scrivi sia quello che scrivi.
    Riesci a rendere tutto molto semplice e lineare ma anche appassionate, riesci a descrivere davvero molto bene ma con parole semplici.
    È stato una bella scoperta.
    Cinzia da Novara

  47. Caro Antonio,
    sono Elina Iervolino. Vivevo a Palma campania. Poi mi sono spostata a Napoli. E poi, sono andata a capodichino e ho preso l’aereo da napoli e sono arrivata ad Amsterdam. Invece di 3 giorni sono rimasta 7 anni a Delft. Stade pulite. Nessun problema di immondizia. Raccolta differenziata. E se non parli la lingua olandese non c’e nessun problema: tutti parlano inglese anche la vecchina di 70 anni. Cosi’ puoi andare al supermercato o all’ospedale senza nessun problema. Non mi sono fermata a Delft. Ho preso un altro aereo. Da Amsterdam A shanghai. E sono ancora qui, in China. L’immondizia non si vede per le strade perche’ la bruciano. Quasi nessuno parla inglese, anche con la nuona venerazione e’ difficile comunicare. I trasporti funzionano bene ma come pedone non hai diritto di camminare per strada, neanche sulle strisce pedonale. Se non sei veloce abbastanza meglio rimanere a casa.
    E la gente? In olanda nessuno cerca di approfittare degli altri. Nessuno vuole approfittare di particolari situazioni perche’ i tui diritti sono sempre rispettati a prescindere dal cognome che hai sul passaporto. Qui in China posso riassumere il pensiero della gente dicendo: “subisco tutto quindi appena posso mi riprendo tutto con la forza anche a scapito della persona che viene dopo di me”.
    Si cerca di sopravvivere nelle gabbie d’orate, fregandosene di quello che succede fuori.
    E Napoli? Napoli e’ nel mezzo. E in quale direzione sta andando?
    Penso che il segreto stia nel lamentarsi dei torti subiti .Far sentire la propria voce anche alla signora del piano di sotto che vende le sigarette. Gridare a tutti che favoritiscmi nessuno li vuole. Far entrare nel cuore della gente l’idea che se tutti stiamo meglio e’ un bene. Il sogno, quello vero non e’ possedere una gabbia d’orata ma il cielo, dove tutti possono volare felici.

  48. Caro Antonio mi è capitato di leggere il tuo articolo su ” UN NAPOLETANO NON DOVREBBE MAI VIAGGIARE” volevo dirti solo una cosa , preciso che vengo dalla tua stessa regione , tu non hai visto una città ordinata e pulita ma solo dei cittadini civili.

  49. Ciao,
    Sto leggendo il tuo libro su Jobs a Napoli e vorrei sapere se è stato tradotto in francese e inglese.
    Molto bello, veritiero e, devo dire, triste facendo i paragoni con la realtà italiana.
    Leggendo ho pensato a quando mi sono messo in proprio in Canada.
    Vigilia di Natale di due anni fa, 1 ora su Internet (senza conoscere le leggi), carta di credito e 300 $. Apertura della “partita IVA”? 15 minuti e gratis.
    Al ritorno dalle vacanza avevo il corrispondente di una SpA italiana.

  50. Ciao,
    Volevo solo dirti che le tue riflessioni mi hanno profondamente commossa; parli in modo erudito ma esprimi dolori quotidiani che anch’io ho dovuto affrontare. Mi piace molto come scrivi.
    Complimenti.

  51. Finalmente qualcuno che lo scrivo. Trovo noiosissimi i Napoletani che sono acritici cantori di una bellezza che non c’è, che si nascondono dietro un passato da capitale e via dicendo. Il problema di atteggiamento nei confronti di Napoli è estendibile al Mezzogiorno in genere. Bisogna ridare una seria prospettiva al Meridionalismo. Questo campanilismo ha ingrassato gente come Gava, Di Lorenzo e Di Donato. I nemici del Sud non sono quelli che indicano i problemi, ma coloro che guardano il dito.

  52. Ciao! Ti scrivo per ringraziarti ancora una volta dell’esperienza che hai voluto donare al liceo “Carducci”: è stato bello, per noi docenti, vedere tanti ragazzini curiosi ed entusiasti, desiderosi di sapere ii “perché” e i “per come” legati al tuo libro. Analogamente, è stato per me emozionante (all’inizio) e divertente (superato il primo impatto) presentarti e moderare l’incontro. Spero davvero che l’esperienza sia ripetibile!

  53. Pingback: Il mistero dell’Orso marsicano ucciso come un boss ai quartieri spagnoli, di Antonio Menna | Rivista Fralerighe

  54. Finito ora di leggere il suo libro “il mistero dell’orso marsicano ucciso…..” Bello veramente bello, mi é piaciuto molto. L’ho preso in biblioteca incuriosita dal titolo originale ed é stata una bellissima sorpresa. Grazie

  55. Buongiorno,
    Siamo un associasione letterera di Versailles e vorremo invitarla a Versailles il 7 Febbraio 2016 per il suo libro : “l’étrange histoire de l’ours..”, ed. Liana Levi.
    Grazie per la riposta!
    Cordialmente,
    Martine e Alain Gottvalles
    Association Littéraire Paroles d’Encre

  56. Siamo un associazione giovanile e culturale di Atripalda in provincia di Avellino e vorremo invitarla nel nostro piccolo paese il 21 Aprile 2016 per il suo ultimo libro.
    Grazie in anticipo per la riposta!
    Cordialmente,
    Antonio Di Gisi
    Associazione Cambia-Menti

  57. Io sono nato a Reggio Emilia e vivo a Milano. Sono stato a Napoli quando avevo 12 anni e poi più. Immagino oggi sia cambiata e tanti mi dicono pure migliorata. Da qui ho conosciuto tante persone che venivano da Napoli e, sarò anche stato fortunato, ma le ho trovate straordinarie nella loro individualità. Persone educate e per bene, impregnate di onestà. Ricordando la meravigliosa bellezza di Napoli, spero sempre che le persone come lei e tutti coloro che hanno dei valori e un’attitudine civile alla vita, riescano poco a poco a fare rete e riuscire a godersi appieno un ambiente e una città uniche al mondo. Quando sento cattive notizie su Napoli mi fa male. In bocca al lupo, io sono con voi.

  58. Buon pomeriggio….sono alla ricerca del libro Se Stive Jobs fosse nato a Napoli ma sembra sia introvabile …..come posso fare? Vorrei la versione cartaceo in quanto mio figlio dovrà leggerlo come compito …..grazie

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