Cane che abbaia

Tra poche ore si vota alla Camera dei deputati e, contemporaneamente, al Senato della Repubblica, sulle richieste di arresto per Alfonso Papa (Pdl) e Michele Tedesco (Pd).

Punto la mia scommessa sul fatto che entrambi stasera dormiranno nei loro letti.

La classe politica sente il fiato addosso della gente. In ogni famiglia del ceto medio italiano c’è un disoccupato o un precario; in ogni famiglia del ceto medio italiano si sente la crisi, si contano gli spiccioli, si guarda al futuro con preoccupazione. Alla classe politica non si perdona, in fondo, questo. Che gli italiani soffrono e loro, invece, sembrano godersela.

Gli italiani, per come sono, perdonerebbero corruzione, orge, ruberie, mediocrità, privilegi e raccomandazioni. Non gliene frega niente, in fondo. Ma solo se stessero bene.

Se, invece, loro soffrono e i politici godono, no. Non ci stanno. E’ il vecchio vizio del mal comune, mica altro. Non credo ai sussulti di dignità dei miei concittadini. Ne vedo poca di dignità in giro. Non credo alla moralità di questo popolo. Credo, invece, che chi ha la pancia vuota non tollera chi ce l’ha piena.

Solo una parte del centrodestra ha detto ufficialmente no agli arresti per i due parlamentari. A suo modo è coerente: difende se stessa fino all’ultimo. Gli altri hanno paura. Ha paura la Lega, al cui collo rischia di stringersi lo stesso cappio che agitava durante tangentopoli. E ha paura il Pd, che alla gente, per statuto e cultura, deve dare conto più di altri partiti.

Hanno paura e dicono sì alle manette. Ma rischiano di finire come quelli che, per addolcire il cane che abbaia, lo accarezzano e vengono azzannati.

Sulla carta, i numeri dicono che Papa e Tedesco dovrebbero andare in carcere. I voti del centrosinistra, sommati a quelli della Lega e dell’Udc, fanno la maggioranza. Ma qualcuno chiederà il voto segreto, e nel segreto scatterà la difesa corporativa. Sul banco finiranno proprio Lega e Pd, accusati di fare il doppio gioco.

I due parlamentari, comunque, alla fine, se la caveranno. Da domani, invece che agli arresti, rimarranno a Montecitorio e a Palazzo Madama. Curioso, no?

Dovrebbero stare in carcere per aver violato le leggi e siederanno nelle assemblee dove si fanno le leggi.

Che cosa dire più dell’Italia?

 

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One thought on “Cane che abbaia

  1. ..il PdC aveva ragione quando dichiava che si corre il rischio di un pericolossisimo precedente: che un parlamentare mariuolo vada in galera.
    E sì che Di Girolamo l’aveva fatta troppo grossa, ma lì l’hanno abbandonato tutti.
    Questi due non andranno in galera per il motivo che nessuno può dire: ce she vanno in galera parlano. Davvero. Di tutto. E si scopre che sporcarsi le mani rende non solo a faccendieri come loro, ma a quelli che li mandano avanti, che parlano per terze persone, per amici intimi, per gente che non può figurare.
    C’è un’Italia che non immagina come “lavorano” certi circoli di potere, dove conta più un tramezzino alla Bouvette del parlamento o una cena da Gusto che un qualsiasi disegno di legge presentato alla Camera.
    Roma è matrigna, e non perdona i figliastri che evidentemente sono andati a molestare il personale di servizio, anzi dei Servizi. ma questa è una mia illazione.
    E il cittadino comune, che deve combattere con la disoccupazione dei figli, le malattie che aumentano, lo stress, l’ipertensione, la fila all’ospedale, che gliene cale (alla Gasmann d “la compagnia Brancaleone”) di questa gente ?? la vede una volta ogni quattro anni, la lelegge come in un pessimo reality show dove non ha la forza per poterli mandare via, ed il voto è taroccato a prescindere, e segue distrattamente questo programma.
    Perchè la vita reale, gli scazzi, le piccole felicità, vivaddio sono altre.

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