Ci basta il trentacinque

Non amo i buffoni.

A Napoli questa parola si riempie di significati. Noi per buffone non intendiamo il pagliaccio ma il gradasso, una sorta di guappo non violento, uno “squarcione”, un chiacchierone esagerato, tronfìo, quasi sempre innocuo, ma molto, molto fastidioso.

Il nuovo sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a volte tende ad essere buffone.

Esserlo, non farlo.

Della sua vittoria, ovviamente, mi sono compiaciuto visto che l’alternativa era Lettieri, una sorta di uomo d’affari scelto da Gianni Letta, e “organizzato” da Nicola Cosentino e Luigi Cesaro; il voto che ha portato de Magistris a Palazzo San Giacomo è stato sicuramente intessuto di buona volontà, di pulizia, di onestà. La gente migliore di Napoli ha affidato all’ex Pm il compito di cambiare la città.

Ci riuscirà?

Non lo so, vedremo.

Di certo, governare Napoli è molto più difficile che sedurla. Come una bellissima donna, fragile di nervi, la città si innamora in due minuti di chi sa guardarla negli occhi con fermezza.

Ma poi tenersela è tutt’altra storia.

Vedremo quanto de Magistris sarà capace di tenere teso il filo della speranza e, al tempo stesso, di confrontarsi con la durissima legge della gestione di un territorio a tratti ingestibile.

Una cosa, però, mi colpisce molto delle cose che va dicendo, in questi giorni.

Lui ripete che porterà la raccolta differenziata a Napoli al settanta per cento entro la fine dell’anno. Oggi la percentuale supera a malapena il venti. La differenziata si fa solo in alcuni quartieri (Chiaiano, Colli Aminei, Bagnoli), con risultati eccellenti. Per buona parte della città è una parola sconosciuta.

Il nuovo sindaco dice che lui, in sei mesi, ritira i cassonetti dalle strade, distribuisce a tutte le famiglie napoletane il kit, struttura un servizio di raccolta porta a porta, allestisce le isole ecologiche, e arriva al settanta per cento.

Ci riuscirà?

A me sembra una buffonata.

Gli esperti di differenziata sanno che nelle metropoli il sistema decolla con molta più fatica, ha più falle, territori più vasti, più dispersioni.

Nella classifica delle città con più di 500mila abitanti, il primato in Italia ce l’ha Torino. Con quale percentuale? Il 42 %. Le altre sono a livelli ancora più bassi. La media italiana è del 29 %.

Raggiungere il 70 per cento in sei mesi, quindi, è una missione impossibile. Oltretutto, con quali soldi? Con quali lavoratori? Non si sa.

Lunedì prossimo de Magistris farà la giunta. Uno degli assessori in pectore è Raffaele del Giudice, il direttore regionale di Legambiente. Mi vanto di essergli amico da vent’ anni. Lo stimo molto.

A Qualiano, sua città natale, nei primi anni Novanta, fui direttore di un giornalino che lui faceva con pochi volontari di Legambiente. Si chiamava Il Timone. Su quel giornale comparvero le prime denunce sul traffico di rifiuti nel Giuglianese. Io me ne occupavo contemporaneamente anche come corrispondente del Mattino.

Da allora sono passati molti anni, la situazione è peggiorata ma un uomo come del Giudice oggi corre per la poltrona di Assessore all’Ambiente al Comune di Napoli. Questo è per me un motivo di fiducia.

Spero in Raffaele molto più che in Luigi. Magari gli spiega che con i rifiuti è meglio non farsi “masto”.

Ci andasse piano, ma andasse lontano. Ci basta il trentacinque, e a dicembre festeggiamo.

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4 thoughts on “Ci basta il trentacinque

    • @stefano: nerd vip è una definizione in cui mi sento molto a mio agio. Scappa da facebook, prima che sia troppo tardi.

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